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Battistero di Parma
Alla scoperta dell’edificio invidiato anche dal diavolo, il Battistero di Parma, che reca all’esterno ancora il segno della pedata che il maligno avrebbe lasciato

Il diavolo arrivò anche a Parma e ne abbiamo traccia perché all’esterno del Battistero è rimasta la sua impronta. Infuriato infatti della bellezza dell’edificio sapientemente progettato da Benedetto Antelami, il maligno avrebbe provato a distruggerlo con un calcio, invano. Fortunatamente possiamo ancora godere della sua imponente figura che si erge, inconfondibile, a piazza Duomo. Costruito tra il 1196 e il 1216 l’edificio è un compendio di simboli e allegorie: già le 75 formelle che si incontrano facendo il giro completo del Battistero danno l’idea del vasto sistema iconografico dell’edificio; in questo caso si tratta di animali mostruosi, forse ispirati ai bestiari: dal grande drago con la testa umana e berretto, passando per i due basilischi con testa di gallo e uccello, queste figure sono la rappresentazione di castità, carità fede, speranza. 

 

Battistero di Parma

Battistero di Parma

 

Un’ altra grande allusione è la forma ottagonale dell’edificio  che rappresenta l’eternità, e eterna infatti è la bellezza che solo un’opera d’arte così ben riuscita , testimonianza del passaggio dal romanico al gotico, può evocare. Così come è eterna la lotta tra bene e male e sicuramente la leggenda del diavolo dimostra come a trionfare sia il bene e la virtù. Dal marmo rosa di Verona e gli effetti di chiaroscuro dei pieni e vuoti della superficie, al portale della Vergine, l’esterno  è un compendio di maestria e bravura: nella lunetta superiore si può riconoscere la Vergine incoronata con in mano un fiore e Gesù in braccio. Sugli stipiti è raffigurata la genealogia che va Giacobbe a Mosè, e quella di Jesse, mentre sull’architrave si possono ammirare i dodici apostoli. Sebbene questa sia l’entrata che si affaccia proprio su Piazza Duomo e da dove entrava il Vescovo il portale principale è quello del Redentore che si trova a Ovest. Chiamato così perché la lunetta raffigura proprio il Redentore seduto in trono vestito d’una tunica rossa.

 

Battistero di Parma

Battistero di Parma

 

Entrando l’interno appare in tutto il suo splendore: Gli affreschi nei sedici nicchioni  sono la testimonianza del talento degli artisti,  come Buffalmacco, autore di  San Giorgio che uccide il drago e di Santa Caterina, che li hanno realizzati. Tra gli altri si ricordano Niccolò da Reggio, Bertolino da Piacenza e il Maestro del 1302. Da notare che  il simbolismo riveste anche i nicchioni che ricalcano il perimetro ottagonale dell’edificio come simbolo dei dodici apostoli collegati al numero quattro, come le stagioni, i punti cardinali e gli evangelisti. Meravigliosa la cupola a ombrello con le sei fasce concentriche decorate, che dalle prime due al centro che rappresentano il cielo rosso dell’amore, e il cielo di Gerusalemme, contengono poi rispettivamente i dodici apostoli e i quattro evangelisti, Cristo in trono con i sedici profeti, gli episodi della vita di San Giovanni Battista e infine quelli di Abramo. Di raffinata esecuzione anche le sculture ad altorilievo del ciclo dei dodici mesi per mano di Benedetto Antelami, che probabilmente morì prima di vedere il grandioso progetto del Battistero completo, concluso sicuramente entro il 1270, quando venne consacrato.

  INFORMAZIONI UTILI

Comune di Parma

Str. della Repubblica, 1, 43121 Parma (PR)
Tel. +39 0521 4 0521
Sito web www.comune.parma.it
Email: [email protected]

Battistero di Parma

Piazza Duomo, 43121 Parma PR
Orari visite:
lunedì 10–18
martedì 10–18
mercoledì 10–18
giovedì 10–18
venerdì 10–18
sabato 10–18
domenica 10–18