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La panzanella, apprezzata da scrittori, artisti e attori ha fatto innamorare tutti e sono più di una le regioni che ne condividono la preparazione

Il riutilizzo di ingredienti e le ricette antispreco sono negli ultimi anni sempre di più al centro del dibattito culinario. Dal centro italia arriva  proprio una ricetta che fa del riutilizzo del pane raffermo il suo punto forte: la panzanella. Semplice e gustoso, questo piatto si è ormai affermato sulla tavola degli italiani, soprattutto in estate, dato che gli ingredienti per realizzarla sono pomodori, cetrioli e cipolle; Questi uniti al pane bagnato con acqua e aceto donano freschezza e un sapore unico al piatto che ha fatto innamorare anche il pittore Agnolo Bronzino. Più conosciuto come uno dei più grandi ritrattisti del Manierismo, ha dedicato dei versi proprio alla panzanella

“Chi vuol trapassar sopra le stelle

en’tinga il pane e mangi a tirapelle

un’insalata di cipolla trita

colla porcellanetta e citriuoli

vince ogni altro piacer di questa vita

considerate un po’ s’aggiungessi

bassilico e ruchetta”.

Il pittore non è l’unica personalità di spicco ad aver mostrato di apprezzare questo piatto povero: anche Carducci infatti la cita e invita a goderne dopo una faticosa giornati nei campi:

“Vieni amico. Che fai di là dagli Apennini? Non hai anche tu lavorato a bastanza per la tua sementa di làppole e pugnitopi? Vieni: la panzanella con le cipolline e il basilico è così buona la sera”

 

La Panzanella

 

Inoltre si narra che anche Vittorio Emanuele II ebbe occasione di provare la panzanella quando nel 1885 venne in visita al Castello di Brolio. Ma a quando risale l’ideazione di questo piatto? La data è incerta, ma già Boccaccio nel Decameron sembra farne riferimento come “pan lavato”. Certo è poi che la sua fama si è espansa, fino ad arrivare nel Lazio, Umbria e Marche, che oggi insieme alla Toscana si contendono il primato, e aggiungono alla ricetta varianti che la rendono unica, per esempio non spezzettando il pane, ma lasciandolo a fette intere come è usanza in Umbria e nelle Marche.

Incerta è anche l’origine: se sia ricondurre a ambienti contadini o marinareschi, vero è che ormai la panzanella, il cui nome stesso è forse da ricondurre ai termini pane, ingrediente principe del piatto e zanella, che indicherebbe il recipiente in cui viene servita. è ormai una ricetta cardine della cucina italiana. Prepararla è semplice come dice lo stesso Aldo fabrizi:

 “E che ce vo’ pe’ fa’ la panzanella? Nun è ch’er condimento sia un segreto, oppure è stabbilito da un decreto, però la qualità dev’esse quella. In primise: acqua fresca de cannella, in secondise: ojo d’uliveto, e come terzo: quer divino aceto che fa veni’ ‘a febbre magnerella. Pagnotta paesana un po’ intostata, cotta all’antica, co’ la crosta scura, bagnata fino a che nun s’è ammollata. In più, pe’ un boccone da signori, abbasta rifini’ la svojatura co’ basilico, pepe e pommidori”