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Seborga
Da un’errata interpretazione di atti giuridici a borgo di peculiare e stravagante natura: Seborga, ricco di aneddoti e particolarità, si caratterizza per la determinazione impiegata nella rivendicazione della propria identità

Seborga è un comune ligure in provincia di Imperia, conosciuto per la bizzarra decisione maturata e portata avanti nel corso degli anni dai suoi cittadini: questi rivendicano infatti la propria indipendenza dallo Stato Italiano, non riconoscendo l’annessione al Regno di Sardegna, e quindi anche quella successiva al Regno d’Italia del 1861. La fondazione del borgo avvenne circa intorno al 954, anno in cui il territorio fu donato dal conte di Ventimiglia ai monaci benedettini dell’abbazia di Saint Honorat di Lerins in Francia. Successivamente, intorno al 1079, gli abati riuscirono ad ottenere, grazie a Papa Gregorio VII, lo status di principato, che continuò a rimanere autonomo nonostante le interferenze da parte della Repubblica di Genova. Nel 1729 passò sotto la protezione dei Savoia e poi del Regno di Sardegna. Dopo l’Unità, in molti faticarono ad accettare l’annessione: secondo gli indipendentisti del comune, l’atto di vendita dei Savoia prevedeva che il re diventasse un “protettore” del territorio senza assumerne però piena sovranità.

 

 

Seborga

Seborga

 



Oggi il “principato” italiano continua a rivendicare i propri diritti con il solo scopo di mantenere la propria peculiarità, prettamente turistica. A Seborga viene infatti eletto un principe, esiste una costituzione, una bandiera, delle targhe automobilistiche ed una personalissima moneta in circolazione dal Seicento, il luigino, i cui fautori sono proprio i monaci di Larins.
Ovviamente, tutta questa autonomia è solo di nome e non di fatto: le targhe sulle auto dei residenti sono montate accanto a quelle in vigore nel resto della penisola e la moneta, che pure ha un suo valore stabilito in 6 dollari statunitensi, può circolare solo all’interno dei confini del territorio. Nel 2019 è stata eletta la prima donna, la principessa Nina Menegatto, che governa coadiuvata da un consiglio di ministri, privi di potere legale. 

All’ingresso del paese figura la chiesetta in pietra dedicata a San Bernardo di Chiaravalle: qui prestano giuramento il principe di Seborga ed i suoi Consiglieri. Importante per la storia del paese è il Palazzo dei Monaci, meglio conosciuto come il palazzo, sede originaria dei monaci e della zecca in cui venivano coniati i luigini, costruita nel Seicento per contrastare la crisi agricola. 

 

Seborga - Chiesa di S. Martino e Palazzo dei Monaci

Seborga – Chiesa di S. Martino e Palazzo dei Monaci

 

Trovandosi nella Riviera dei fiori, la floricoltura risulta un vero e proprio tratto distintivo del borgo, al punto che esiste una ginestra che prende il nome stesso dal paese, la seborghina. I monaci coniarono un motto diventato celebre nel corso dei secoli, in grado di descrivere perfettamente, con l’ausilio di poche parole, l’atmosfera che si vive nel paese: sub umbra sedi, “mi sono riposato all’ombra”. Ed è proprio sotto gli alberi di ulivi, tra le distese di mimose o di ginestre selvatiche che è possibile riposarsi, godere della tranquillità e di tutte le meraviglie di Seborga.

 

Seborga

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  INFORMAZIONI UTILI

Comune di Seborga

Via della Zecca, 2 – 18012 (IM)
Tel. +39 0184 223622
Sito web: www.comuneseborga.it

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