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Amaretto morbido di Mombaruzzo - © Vaghis - viaggi & turismo-Italia - Tutti-i-diritti-riservati
Gli amaretti piemontesi, i dessert dal piccolo formato a base di uovo, zucchero, mandorle e armelline.

Il Piemonte è una regione raffinata, caratterizzata da antiche tradizioni e salotti, ove in passato si consumavano massicce quantità di dolci leccornie. Tra le specialità piemontesi vi sono gli amaretti, piccoli dessert realizzati con l’albume, lo zucchero e le mandorle dolci e amare. A questi ingredienti a volte si possono aggiungere le cosiddette armelline, ovvero i noccioli delle albicocche. Proprio questo prodotto conferisce all’amaretto un sapore amarognolo. Diverse sono le versioni ed interpretazioni di questo dolce d’epoca medievale, che si presume sia arrivato sulle nostre tavole grazie alla cultura culinaria araba. Tra le varianti dell’amaretto si annoverano: gli amaretti di Mombaruzzo, di Valenza, di Acqui, di Gavi e infine quelli di Ovada. Gli amaretti di Mombaruzzo nascono come prodotto artigianale a partire dalla fine del 1700 grazie a Francesco Moriondo. L’impasto è a base di mandorle e armelline, le quali vengono messe nella raffinatrice e successivamente impastate con zucchero e albume d’uovo fresco. Il composto ottenuto viene lavorato a mano e una volta datagli la forma, sono pronti per essere infornati.

Amaretto morbido di Mombaruzzo

 

Portata a termine la cottura, gli amaretti vengono lasciati a riposo e successivamente vengono posti in apposite cartine, il cui scopo è quello di conservare la morbidezza del prodotto. Alla fine del 1800 nascono gli amaretti di Valenza. Si differenziano dalla prima tipologia di dolce, per la lavorazione degli ingredienti. In questo caso, le mandorle e le armelline vengono impastate con l’albume dell’uovo montato a neve, per donare maggior morbidezza, infatti il peso di ciascun amaretto si stima tra gli otto e i dieci grammi. Gli amaretti di Acqui si contraddistinguono per l’impasto a base di mandorle dolci o amare poste nella raffinatrice con lo zucchero e una parte di albume, successivamente nel momento dell’impasto viene aggiunta la parte restante dell’albume montato a neve.

 

Gli Amaretti piemontesi nelle caratteristiche cartine

Gli Amaretti piemontesi nelle caratteristiche cartine

 

Una volta cotto, viene incartato come fosse una caramella. L’amaretto di Gavi è celebre per la sua morbidezza e per il sapore di mandorle dolci e amare, un connubio che si sposa alla perfezione. Infine l’amaretto di Ovada, nasce da una sublime miscela di ingredienti che conferisce al dolce un gusto delicato con una giusta punta di amarognolo. Si differenzia soprattutto per l’imballaggio utilizzato per conservare il prodotto. In questo caso si usano bustine in plastica o contenitori in cartone. Tirando le somme le ricette degli amaretti piemontesi sono differenti, ma una particolarità le accomuna, ovvero, il non impiego di conservanti e additivi, garantendo così un prodotto artigianale di prima qualità.

LA RICETTA – Per Amaretti morbidi

Ingredienti

• Mandorle prive di pelle 160 g
• Mandorle amare 50 g
• Zucchero 160 g
• Zucchero a velo 50 g
• Albumi d’uovo 70 g

Preparazione

1 Con un robot da cucina, mettere insieme le mandorle e lo zucchero, e frullare.

2  Montare a neve gli albumi ed aggiungerli al composto frullato.

3 Dividere il composto in parti uguali su una teglia con carta forno aiutandosi con un cucchiaio o sac à poche e far riposare – o meglio, asciugare – per qualche ora prima della cottura.

4  Riscaldare il forno a 180-200 gradi e cuocere per 10-15 min; nel caso si volesse ottenere un amaretto secco, la temperatura del forno deve essere di 100 gradi e la cottura di circa un’ora o più.