A PRATOLA PELIGNA E GIOIA DEI MARSI: NEL NOME DI MARIA

Postato su Maggio 04, 2017, 11:36 pm
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Il culto di Maria trova a Pratola Peligna e a Gioia dei Marsi una devozione che accomuna le genti di quei luoghi e che vale la pena raccontare.

di Boris Gagliardi

Cosa hanno in comune questi due paesini distanti solo 30 km l’uno dall’altro? La devozione per la Vergine appunto. La prima domenica di maggio di tutti gli anni si svolge a Pratola la Festa della Madonna della Libera. I festeggiamenti hanno inizio il venerdì precedente con l’arrivo della “Compagnia di Gioia dei Marsi”, un gruppo che compie a piedi il pellegrinaggio tra i due paesi attraverso sentieri e valichi montani; il sabato avviene l’esposizione della Madonna, la cui statua, collocata dentro il tempietto dell’altare, viene fatta avanzare meccanicamente verso la navata centrale. La domenica si tiene una grande processione per le vie del paese.

La processione a Pratola Peligna

Ma partiamo dalle origini di questa bellissima tradizione: secondo la leggenda, durante la terribile peste del 1456, un contadino sognò la Madonna liberatrice, che gli annunciò la fine dell’epidemia. Svegliatosi l’uomo scorse tra le macerie della chiesetta dove si era rifugiato un quadro raffigurante la Vergine ed esclamò: «Madonna, liberaci!». Dopo la fine dell’epidemia il quadro, trasportato in paese, venne posto all’interno di una nuova chiesa appositamente costruita e divenne oggetto di particolare venerazione. Il santuario della Madonna della Libera venne fondato nel XVI secolo: vi sono esposti l’affresco della Madonna della Libera e la statua devozionale della Madonna, opera dei frati dell’Abbazia Celestiniana.

 A Pratola è un grande giorno, l’emozione si può toccare e leggere nei  visi delle persone. Nella piazzetta del centro si preparano gli addobbi e si sistemano le transenne nell’attesa dell’arrivo dei pellegrini.                                A Gioia invece, dopo aver ascoltato la messa, il gruppo dei pellegrini parte dalla piazza centrale. Lungo il percorso vengono raccolte le offerte in denaro. Arrivati nel punto detto “la spiaggia di Goriano” appare all’orizzonte la Conca Peligna e poi l’abitato di Pratola, dominato dalla cupola del Santuario della Madonna. I pellegrini cadono in ginocchio, piangendo e ringraziando Maria per le grazie concesse. Si arriva a Pratola nel tardo pomeriggio, la compagnia viene accolta nel rione San Lorenzo dal Sindaco, dalla ‘mastra’ con le ‘cercatrici’, dal Presidente e dai membri del Comitato dei festeggiamenti, oltre che da numerosi pratolani plaudenti. La folla è schierata anche lungo le vie percorse dal corteo che cantando va processionalmente al santuario, anch’esso affollatissimo di fedeli che accolgono questi particolari devoti con grande commozione ed un caldo applauso. I pellegrini procedono in ginocchio ( lo ‘strascino’) e si accostano all’altare principale e ne baciano la pietra. Dopo i saluti dei rispettivi parroci e Sindaci dei due centri, la manifestazione si chiude con un: «Evviva la Madonna della Libera» – gridato dalla folla. I partecipanti al pellegrinaggio scelgono in genere di dormire sui giacigli di paglia messi a disposizione dal Comitato dei festeggiamenti, nella chiesa di San Lorenzo.

 Alla compagnia di Gioia viene riservato un trattamento particolare, con un posto privilegiato nel presbiterio durante l’esposizione del sabato mattina, nonché con il trasporto della statua della Madonna nella seguente processione per il rione di Valle Madonna, oltre che per la disponibilità della chiesa il pomeriggio dello stesso sabato, quando il loro parroco celebra una funzione religiosa riservata. La partenza, o meglio il congedo, della compagnia avviene la domenica mattina presto, con un ultimo passaggio davanti alla statua della madonna al canto dell’“Evviva Maria”: «Madonna della Libera,  / noi siamo di partenza, / tu dacci la licenza / e la santa benedizion . // Evviva Maria / e chi la creò». L’uscita dalla chiesa avviene camminando a ritroso, in modo da non dare mai le spalle alla Madonna. Comincia qui il ritorno dei pellegrini verso il paese marsicano, dove li attende la popolazione e avviene l’incontro con un’altra processione mariana locale, proveniente dalla chiesa della Madonna delle Grazie in Gioia Vecchia, e l’abbraccio simbolico delle due Madonne raffigurate nei due rispettivi stendardi.