L’ABBAZIA DI CHIARAVALLE E LA CICERADA DELLE CICOGNE

Postato su Giugno 26, 2019, 10:09 pm
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L’Abbazia di Chiaravalle è il piccolo mondo dei monaci cistercensi che vivono con il proprio mulino duecentesco nell’incanto della Cicerada delle cicogne.

di Giada Carboni

L‘Abbazia di Chiaravalle attrae per il suo colore in stile gotico e per la sua maestosità, ma soprattutto per la sua improvvisa apparizione ai nostri occhi. La chiesa domina incontrastata la piana alle porte di Milano. Infatti dista cinque chilometri da Porta Romana, dove i monaci cistercensi posero la prima pietra nel 1135 in onore del fondatore in Italia della Confraterna di Citeaux, Bernardo di Chiaravalle.

Abbazia di Chiaravalle - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Fautore della tregua politica per l’elezione del papa che vedeva contrapposte le fazioni a favore di Innocenzo II e dell’antipapa Anacleto II, Bernardo seppe convincere i milanesi a favore del primo. I lavori per l’Abbazia terminarono nel 1221, ma l’attuale struttura è frutto di modifiche susseguitesi nei secoli fino a perdere la maggior parte dell’originalità.



Nel XV secolo gli architetti Bramante e Francesco Pecorari contribuirono all’adattamento dell’Abbazia ai gusti dell’epoca, compreso il bellissimo Chiostro ligneo, affiancati dal pittore lombardo Bernardino Luini per le splendide pitture parietali. Nel ‘900, invece, il celebre architetto milanese Luca Beltrami curò un restauro “storico” per riconsegnare l’Abbazia al suo splendore originario.

Abbazia di Chiaravalle - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Oggi l’Abbazia conserva sicuramente l’antico e originale mulino dei monaci cistercensi con cui essi macinano il grano per la propria sussistenza. Un avviso posto sulla porta di ingresso invita a un dolce sorriso quando informa che il mulino non funziona se si verifica una carenza di acqua nel torrente che scorre lì vicino. I torrenti, nei paraggi, dovevano essere numerosi visto che lo stemma dell’Abbazia di Chiaravalle, una leggenda ed una filastrocca milanese testimoniano che questa zona fu un habitat naturale delle cicogne, scomparse con la peste del 1574, che si nutrivano principalmente di rane presenti nei piccoli fiottoli d’acqua.



Lo stemma, in forma di scudo in pietra affisso in più parti all’interno dell’Abbazia di Chiaravalle, ritrae infatti una cicogna che tiene nel becco un bacolo pastorale su cui è annodato un nastro bianco. Si credeva infatti che i monaci fossero grati alle cicogne per la loro utilità nella bonifica delle paludi e per la loro compagnia.

Abbazia di Chiaravalle - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Il rapporto di reciproco rispetto è tramandato anche da una bellissima filastrocca milanese dal titolo “La Cicerada de la Ciribiciaccola” in cui si narra che cinquecentocinquantacinque piccole cicogne schiamazzavano all’arrivo delle madri con il cibo per loro.

Il Campanile, tra l’altro, detto appunto “ciribiciaccola”, è opera ottocentesca e la sua forma ottagonale, che si snoda su tre livelli, è impreziosita da bifore, trifore e quadrifore di marmo bianco e rende ancor di più magica e fantastica la leggenda della “Cicerada delle cicogne”.

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