AQUILEIA: LA PORTA DELL’ORIENTE

Postato su Febbraio 22, 2017, 7:42 am
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Attila ha sparso il sale ma la sua grandiosità è arrivata fino a noi

di Monica Di Perna

Aquileia, fondata nel 181 a.C. per volere del Senato di Roma, grazie alla sua posizione strategica per via della vicinanza al mare, divenne una città ricca e fiorente, famosa per il suo porto fluviale e le mura difensive. Questo fino a quando non dovette resistere, e soccombere, all’attacco degli Unni. Nella memoria collettiva l’invasione degli Unni e la conquista di Aquileia da parte di Attila hanno lasciato una profonda impressione. Ancora oggi, nei modi di dire comuni del territorio, viene dato l’appellativo di “Attila” a chi si dimostra particolarmente aggressivo o distruttivo e sono numerose le leggende nate su questo personaggio in relazione alla città.

Foro Romano Aquileia

Aquileia resistette, infatti, alle ripetute incursioni di Alarico (401, 408) ma non ad Attila che in seguito all’incidentale crollo di un muro della fortificazione riuscì a penetrare nella città il 18 luglio del 452, devastandola e, si dice, spargendo il sale sulle rovine affinché nulla potesse crescere dopo il suo passaggio. Attila costrinse i legionari che aveva fatto prigionieri a costruire macchine da assedio in uso presso i romani e massacrò o fece schiava gran parte della popolazione ottenendo una distruzione totale della città. Alla sua figura sono legate due leggende: una inerente al crollo delle mura di Aquileia ed un sogno premonitore grazie al quale Attila conquistò la città; questa è connessa alla visione di una cicogna con i piccoli che volavano via che avrebbe indicato che la città fosse prossima alla caduta, e l’altra sul tesoro di Aquileia, sepolto per evitare che fosse depredato. Questo mito era stato ritenuto talmente verosimile che, fino alla Prima guerra mondiale, i contratti di compravendita dei terreni includevano la clausola “Ti vendo il campo, ma non il pozzo d’oro”, assicurando l’eventuale ritrovamento al precedente proprietario.

L’area archeologica ci racconta la grandezza di questa colonia romana e ha una tale importanza da essere stata dichiarata dall’Unesco, nel 1998, Patrimonio dell’Umanità. Gli scavi oggi visibili sono quelli del foro romano, del porto fluviale, dei mercati tardoantichi e di un’area di necropoli detta “sepolcreto”; sono inoltre visitabili i resti di domus con i loro raffinati pavimenti.

Il foro, attraversato dalla via G. Augusta, era la piazza principale della città. Risale al II sec. d.C. Circondato da portici, sotto i quali c’erano botteghe e sale pubbliche per il consiglio cittadino, la tesoreria e gli archivi e qui si tenevano i pubblici comizi e le assemblee. Nell’annessa basilica forense si dibattevano le cause e gli affari.

Mosaico sito archeologico

In epoca romana le sepolture dovevano essere collocate per legge fuori dalle mura cittadine, da cui derivò il costume di allinearle lungo le vie principali, denominate vie sepolcrali. Nell’area degli scavi il tratto di sepolcreto oggi visibile comprende cinque aree sepolcrali circondate da recinto, ciascuna delle quali appartenente ad una famiglia.
Risale tra la metà del I sec. d. C. e gli inizi del III ca.  è l’unico esempio di cimitero romano rinvenuto ad Aquileia.

Lungo la via Sacra sono visibili i resti del porto costruito probabilmente verso il II sec. a.C., in seguito ampliato e ristrutturato più volte.
Il fiume si apriva con un letto largo 48 metri ed era affiancato da solide banchine lunghe 350 metri ed imponenti magazzini.

Attualmente sono visitabili anche due zone archeologiche con mosaici di abitazioni databili tra il I sec. a.C. ed il IV sec. d.C. Case romane ed oratori paleocristiani

Sono presenti due musei: il Museo Archeologico Nazionale che è uno dei maggiori musei archeologici dell’Italia settentrionale, dove si possono vedere reperti provenienti da Aquileia o dalle immediate vicinanze. Vi si trova una ricca esposizione di gemme incise, vetri e ambre, ma anche i mosaici pavimentali e il ricco patrimonio epigrafico delle gallerie lapidarie (il costo del biglietto intero è di €7). Il Museo Paleocristiano espone una ricca raccolta di “tituli” in greco e latino, oltre 130 iscrizioni, e altri reperti paleocristiani e altomedievali. Da due grandi terrazze è possibile anche ammirare il ricco pavimento musivo della basilica musealizzata in situ. L’ingresso a questo museo è completamente gratuito.

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Aquileia - Patrimonio dell'Unesco