BARILE E LA SUA CULTURA ARBËRESHË NELLA FONTANA DELLO STECCATO

Postato su Maggio 28, 2019, 1:08 am
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Barile: la Città del Vino Aglianico rivela le sue origini greco-albanesi nella monumentale Fontana dello Steccato del 1713.

di Giada Carboni | servizio fotografico a cura di Michele Santarsiere

Barile, in provincia di Potenza, è un paesaggio da presepe con le sue piccole case, accostate le une alle altre, abbellite da cortili interni e con le sue fontane da cui sgorga acqua minerale che impreziosiscono le piccole strade in pietra bianca e pietra vulcanica. Caratteristiche del paese sono le cantine scavate nel tufo per la conserva del vino Aglianico, molto proficuo su questi terreni collinari di origine vulcanica, che ha permesso al paese di essere parte integrante della senese Associazione Nazionale della Città del Vino da più di trent’anni.

Fontana dello steccato: Barile - ©Michele Santarsiere

Fontana dello steccato: Barile – ©Michele Santarsiere

Il Vino Aglianico del Volture, in effetti, è una peculiarità della città di Barile, la cui coltivazione è antichissima ed è considerato dalla guida del Touring Club Italiano “magnifico vino da pasto”, avente molti punti in comune con il Barbera e uno dei migliori prodotti della città.



Barile: Fontana dello steccato - ©Michele Santarsiere

Barile: Fontana dello steccato – ©Michele Santarsiere

L’origine del nome del paese, infatti, è spiegato dallo stemma dove vengono raffigurati un grappolo d’uva ed un barile, a testimonianza della produzione in queste terre, del vino Aglianico.

Al centro di Barile, in Largo Garibaldi, poco distante dalla Piazza del Municipio, troneggia la monumentale Fontana dello Steccato, divenuto simbolo di un paese che vanta una storia millenaria di origini greco-arbëreshë. La sua etnia ospitò dal 1464 una colonia di albanesi che ne influenzò le caratteristiche linguistiche e culturali che ancora oggi vengono tramandate ad postera attraverso un Concorso letterario-antropologico e fotografico, la cui Prima edizione si svolse nel 2014.



Fontana dello steccato: Barile - ©Michele Santarsiere

Fontana dello steccato: Barile – ©Michele Santarsiere

Dall’autorevole testimonianza di Angelo Bozza sappiamo che la Fontana dello Steccato fu fatta costruire a spese pubbliche, sotto il “sindacato” del magnifico dott. Domenico Prete, nobile albanese, mentre da una guida del 1900 sappiamo che era stata “abbellita da due giganteschi e magnifici salici bianchi che la ombreggiano tutta, mantenendovi gradevole frescura”.

In conclusione, come ben ricorda Francesco Sisinni, nel suo libro Ditirambo lucano: elogio oraziano del Vulture, del simposio, del vino e della Lucania (2008), la Fontana dello Steccato assicura “a chiunque beva di quest’acqua (assieme, ovviamente, al portentoso Aglianico) gioia e salute”.

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