LA CASA DEL MUSEO DELL’”ANGELO RIBELLE” DI OSVALDO LICINI

Postato su Marzo 09, 2019, 1:06 am
7  minuti

La Casa Museo del pittore marchigiano Osvaldo Licini vibra di abiti, colori, paesaggi e quadri che esaltano le origini dell’“angelo ribelle”

di Giada Carboni

La Casa Museo dell’artista Osvaldo Licini si trova in provincia di Fermo, nella piazza omonima del piccolo comune medievale Monte Vidon Corrado.

Dopo gli studi accademici a Bologna e Firenze e dopo il secondo conflitto mondiale, frequentò la capitale francese che lo ammaliò per le sue tendenze artistiche d’avanguardia, tanto da trascorrervi anche lunghi soggiorni. Frequentò inoltre la Costa Azzurra dove fu inebriato dalla solarità delle opere matissiane e la Svezia che lo condizionò per la sua arte déco-tedesca.

Casa Museo Osvaldo Licini

Esperienze percepibili all’interno della sua casa-museo, vissuta come un “laboratorio d’arte sperimentale” nonostante si tratti di una palazzina settecentesca sviluppata su tre piani e illuminata da numerose finestre.

Casa Museo Osvaldo Licini: La camera da letto

Dalla cantina fino alla torretta, attraverso i tre livelli dell’edificio, in cui gli ambienti sono concepiti come le fasi di un processo artistico, si scoprono gli angoli della sua vita quotidiana, artistica, poetica e politica, L’originalità con cui dipinse il soffitto dell’ambiente, atto ad ospitare le scale elicoidali per accedere ai piani superiori, esprime l’atteggiamento “pre-astratto” del pittore montevidonese nei confronti della realtà che lo circondava.



Il “Ritratto alla madre” del 1922 e il “Paesaggio” del 1927, conservati nel soggiorno, sono le opere ancora oggi ritenute più significative per il Comune di Monte Vidon Corrado poiché sottolineano l’importanza della famiglia e del suo luogo d’origine.

Osvaldo Licini: “Ritratto alla madre” del 1922 e il “Paesaggio” del 1927

Osvaldo Licini: “Ritratto alla madre” del 1922 e il “Paesaggio” del 1927

L’”Angelo ribelle” e la “Amalassunta” sono invece le opere che hanno viaggiato tantissimo, esposte nelle più grandi mostre e gallerie internazionali e che gli valsero il riconoscimento al suo estro artistico. Insignito del Gran Premio della Pittura nel 1958 proprio nella sua città di Monte Vidon Corrado, Osvaldo Licini lasciò la vita terrena pochi mesi dopo.

Osvaldo Licini

Osvaldo Licini “angelo ribelle” su sfondo rosso – (Galleria d’Arte Contemporanea di Ascoli)

La sua attività politica si espresse nell’elezione a sindaco di Monte Vidon Corrado, ruolo che ricoprì dal 1948 e per ben due legislature. La poetica, invece, fu in osmosi con la sua pittura, poiché ogni sua opera è descritta con dei versi da lui composti. Lirico è anche il suo romanzo giovanile “Racconti di Bruto”, dove permane una visione romantica della natura.




Quest’anno ricorrono i 125 anni dalla sua nascita e la Collezione Peggy Guggheneim ha già ospitato una grande mostra dal titolo “Che un vento di follia totale mi sollevi” a cura di Luca Massimo Barbero, mentre la Casa Museo Osvaldo Licini è tornata ad essere aperta al pubblico, grazie ad un restauro architettonico condotto da Manuela Vitali che ne ha “esaltato ogni traccia della presenza dell’artista” e ad un restauro conservativo sulle opere eseguito dal restauratore Moreno Angelani.

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