CASTEL RONCOLO: IL MANIERO ILLUSTRATO

Postato su Marzo 12, 2017, 8:37 am
8  minuti

Dame, cavalieri e tornei in campo per nobilitare la borghesia altoatesina

di Anastasia Quadraccia

Arrocato su una selvaggia rupe di porfiro a guardia della bella valle Sarentina e della città di Bolzano, il Runkelstein o Castel Roncolo è uno dei 103 castelli che costellano il territorio del Trentino Alto Adige. È conosciuto anche con l’appellativo di “maniero illustrato”, poiché conserva il più vasto complesso di pittura gotica di carattere profano-cavalleresco rimasto in Europa.

Come per tutte le fortificazioni rintracciabili in Italia, anche il nucleo originario di questo castello è stato nel corso dei secoli ampliato e abbellito.

Castel Roncolo

A costruire il castello infatti furono i due fratelli Von Wangen nel 1237, poi, più di un secolo dopo, furono altri due fratelli, Niklaus e Franz Vintler, appartenenti ad una ricca famiglia di commercianti bolzanini e consiglieri degli Asburgo, ad acquistarlo e a farlo affrescare con quei meravigliosi soggetti che avevano lo scopo di affermare nell’immaginario dei conterranei la nobiltà acquisita dei Vintler e che ne hanno fatto il suo tratto distintivo.

Nel palazzo occidentale, preesistente agli interventi dei due fratelli, nella cosiddetta Sala del Torneo, essi commissionarono ad un ignoto artista un affresco raffigurante una giostra medievale, disputata da sei coppie di cavalieri affiancati dai loro palafrenieri; su una fascia in basso sono raffigurati cavalieri e dame, sontuosamente abbigliati, che formano su una parete un elegante e leggiadro corteo danzante e su un’altra giocano a palla, uno degli svaghi cortesi dell’epoca. La stessa ricercatezza nell’abbigliamento è riscontrabile nella vicina Sala delle coppie, che prende il nome proprio da una curiosa balconata dove si tengono animate chiacchiere di coppia, che contornano l’affresco principale, avente sempre per soggetto un combattimento, stavolta a colpi di mazze sferraglianti. Curiosità: tra le coppie si distingue una dama, riconoscibile dal cappello e dalla lunga treccia di capelli, presente in altre raffigurazione del castello, chi fosse costei? Chi può dirlo.

Molto interessanti, per una iconografia senza riscontro in nessun altro ciclo europeo, sono gli affreschi della Sala da bagno che raffigurano una galleria dalla quale si affacciano dentro alla stanza donne, cavalieri e bestie. Il curioso nome della sala deriva dai corpi nudi disegnati sulla parete occidentale: si tratta in realtà di sinopie, disegni preparatori di affreschi non terminati.

Nella Casa d’estate, ampliamento fatto dai Vintler nel 1390, gli affreschi della loggia sono dedicati alle arti liberali, mentre quelli del corridoio posto sopra alla loggia stessa agli eroi dell’antichità e del mito, raggruppati in triadi.

Interni Castel Roncolo

Nella Casa d’estate è presente anche il ciclo di affreschi riguardanti la storia di Tristano e Isotta. La versione più celebre della leggenda celtica di Tristano è quella di Gottfried von Strassburg (1210), cui si ispira l’ignoto autore del ciclo.

Alle gesta di un altro cavaliere della Tavola Rotonda, Garello, è dedicata l’ultima, bellissima, stanza.

La Casa d’estate venne scelta dall’imperatore Massimiliano come sua residenza, quando dopo la seconda metà del 1400, a causa di un cambiamento della situazione politica ed economica della famiglia, il castello passò proprio all’imperatore e al Duca Sigismondo “Il Danaroso”.

L’imperatore Massimiliano, al quale si attribuiva il nome di “Ultimo Cavaliere”, fece rinnovare gli affreschi e trasformò la Casa d’Estate in residenza: sul caminetto di quest’ultima si trovano infatti gli stemmi di Massimiliano e della sua prima moglie Maria di Borgogna.

Dopo varie sfortunate vicende che ridussero il castello praticamente in rovina, venne riscoperto nell’Ottocento dai Romantici e in particolare dal futuro re di Baviera, Ludovico I.

Infine fu Francesco Giuseppe, imperatore degli Asburgo, a donare il castello alla città di Bolzano alla fine del secolo XIX.

Alla fine del 2005, terminati i lavori di restauro, il castello venne finalmente aperto al pubblico e da quel giorno è tornato ad affascinare con i suoi spettacolari affreschi.

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