CASTELLO DI CIVITACAMPOMARANO: ARCHITETTURA IN CHIAVE CONTEMPORANEA

Postato su Ottobre 26, 2019, 5:21 am
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Il Castello di Civitacampomarano è l’emblema storico del borgo molisano, conferendogli fascino con le sue torreggianti mura storiche

di Libero Bentivoglio

Il Castello di Civitacampomarano, in provincia di Campobasso, si mostra orgogliosamente impettito dinnanzi allo sguardo stupefatto delle persone.
La sua leggendaria edificazione si sposa con un’estetica urbanistica alquanto singolare sbalzata in un vortice di colori vivaci di sei artisti di street art.
La vena artistica, a suon di hip hop e reggaeton, ha fruito un contesto immaginifico che spiazza l’impatto visivo di zone disabitate che rispecchiano i loghi del nostro quotidiano specchio nero: la buca delle lettere che riporta il logo di Gmail, una veterana cabina telefonica trasformatasi nel quartier generale di WhatsApp, la bacheca del paese siglata Facebook, sulle tovaglie dei bar primeggia Google.

Castello di Civitacampomarano

Alla parte di enunciata vena artistica e bombolette spray si accosta, da regnante incontrastato, il Castello di Civitacampomarano, simbolo per antonomasia della parte più antica del paese.
Fra i torrenti Mordale e il Vallone Grande, uno degli affluenti del fiume Biferno, il Castello trova il suo legittimo posto nel mondo intorno al secolo XIV sotto l’egemonia di Carlo I d’Angiò.



Altri storici invece sostengono che il castello sia stato realizzato dalla signoria dei De Balzo o dalla famiglia dei Carafa. Difficile accertare il preciso periodo storico di edificazione avendo ricevuto in eredità frammenti che potrebbero essere anche stati alterati nel corso degli anni.

Con la sua pianta quadrangolare, il maniero è contraddistinto dalle tre torri cilindriche, due perfettamente conservate e una parzialmente distrutta, che  si innalzano su torrioni angolari di forma cilindrica.

Castello di Civitacampomarano

Castello di Civitacampomarano

Un enigmatico sodalizio con i muri maestri che, insieme alle merlature, rilevano l’origine medievale dell’edificio.
Un porticato rinascimentale, preannunciato da una scalinata composta da dodici gradini, incastra perfettamente particolari effetti chiaroscurali, donando al visitatore un effetto di calma avvolgente in micro particelle di polvere che si muovono lentamente nei coni di luce.
La parte centrale è decorata da archetti pendenti, mentre la parte superiore è costituita da un loggiato formato da sei archi a tutto sesto, di epoca rinascimentale.



Un blasone, sulla facciata orientale, riporta lo stemma di Paolo di Sangro e concede un cenno storico inequivocabile: un grifone, raffigurato con due gigli capovolti, è il simbolo della decisiva disfatta degli angioini, raffigurati dai gigli, da parte degli aragonesi, ritratti dal grifone, per la conquista del Regno di Napoli.
Il cortile interno ospita uno spiazzo con la Fontana dei Fauni con quattro figure zoomorfe simmetricamente disposte attorno ad una colonna centrale, alla sommità della quale vi è un basamento.

Castello di Civitacampomarano

Castello di Civitacampomarano

Potrete ascoltare in questo piccolo angolo terrestre il vento che soffia e volteggia intorno alle secolari mura incanalando un susseguirsi suggestivo che permeerà nel labirinto della vostra mente in un viaggio cavalleresco.
Dal cortile, una scala in pietra coperta vi condurrà alle camere signorili con i loro estinti soffitti a cassettoni e il salone di rappresentanza.

Il Castello, dichiarato Monumento Nazionale il 2 maggio del 1979, è stato acquistato dallo Stato nel marzo del 1988 e il lungo restauro gli ha donato la beltà originaria.
Da non perdere l’immersione culturale e architettonica presso un monumento che fu testimone di supremazia e ricchezza.

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