LA LAGOPESOLE DI FEDERICO: IL CASTELLO MAESTOSO

Postato su Luglio 01, 2017, 12:00 am
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Tra i più belli d’Italia, il castello di Lagopesole ci racconta anche la storia di un uomo, di un imperatore, Federico II, capace di sognare e di operare per costruire luoghi di arte oltre che di difesa.

di Boris Gagliardi

Posso dirvi che non la sete di potere ma il desiderio di perfezione ho perseguito e seguito. Chiedetelo ai miei maestri!

Così diceva Federico II nato a Jesi nel 1194, imperatore di Svevia, re di Sicilia, di Gerusalemme e del Sacro Romano Impero. Uomo di grande ingegno e grande conoscitore di lingue amava studiare e circondarsi di uomini d’arte capaci di realizzare in vita quello che definiva lo Stupor Mundi. A lui dobbiamo la costruzione del famoso castello di Lagopesole.

Castello di Lagopesole

Posto su di una collina nell’omonimo borgo, Lagopesole  fa parte del comune di Avigliano, in provincia di Potenza. Il castello, a pianta rettangolare, con quattro torri quadrate di rinforzo angolare e con le mura alte domina la valle di Vitalba  e si contraddistingue per la sua compattezza che lo fa apparire quasi inespugnabile: solo tre feritoie, infatti, si aprono sulle pareti sud, est ed ovest, mentre su quella nord c’è l’unico possibile accesso a circa quattro metri dalla quota di calpestio.

Presenta due cortili: il minore, di epoca altonormanna, conserva al centro un mastio (donjon) quadrato anteriore alla costruzione del castello antistante, caratterizzato da una muratura bugnata nella parte superiore.  Il cortile maggiore, risalente all’ampliamento iniziato da Federico II di Svevia nel 1242 sui resti di precedenti costruzioni normanno-sveve (a scopo militare) ed angioine (a scopo residenziale), include una vasta cisterna ed una grande cappella. Proprio quest’ultima è una peculiarità che contraddistingue questo castello da tutti gli altri attribuiti a Federico II di Svevia e ne fanno un unicum.

La chiesa, in un austero stile romanico, ha un’abside semicircolare e l’entrata decorata con il motivo dei denti di sega, tipico dell’età angioina. La bellezza della costruzione è legata anche ai portali e alle finestre bifore e monofore. Federico II utilizzava questo castello come riserva di caccia ma anche come luogo di studio e di formazione. Oggi il castello è utilizzato come sede di mostre e di eventi culturali.

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