CERVETERI, LA CITTÀ SCOLPITA

Postato su Luglio 25, 2016, 5:00 am
10  minuti

A soli 40 km da Roma tra il mare e la collina sorge la città di Cerveteri che nasconde un vero tesoro.

di Daniela Cimino

Scavate nel tufo per oltre 2000 anni si sono conservate intatte migliaia di tombe etrusche. L’enorme estensione di 450 ettari le annovera a livello mondiale, seconde solo alle necropoli egiziane. Stiamo parlando del sito archeologico noto anche con il nome La Banditaccia. Nei primi anni del ‘900 i terreni della zona venivano dati in concessione dall’ente comunale tramite alcuni bandi, cosicché, i contadini che non potevano più portare il bestiame al pascolo o semplicemente dedicarsi in quei precisi luoghi all’agricoltura, battezzarono il nome dell’area con il dispregiativo Banditaccia. All’interno di questo nucleo, l’area più nota è la zona detta del Recinto, l’unica ad essere aperta al pubblico e che ricopre circa 10 ettari per un totale di 2000 tombe. E’ incredibile come degli ambienti così straordinari ed inquietanti siano arrivati intatti fino a nostri

Tombe Etrusche

Tombe Etrusche

giorni. In questo posto gli Etruschi accompagnavano i loro cari defunti per intraprendere il loro viaggio nell’aldilà, proprio come gli Egiziani che, scavavano ambienti sotterranei per poi riempirli di oggetti preziosi. A Cerveteri gli Etruschi si dedicarono ad un incredibile lavoro di scavo infatti migliaia di anni fa il ribollire dei vulcani e le eruzioni ricoprirono a più riprese quest’area e, in certi punti, lo strato raggiunse addirittura lo spessore di 30 metri; il tufo oggi viene estratto con speciali macchine mentre gli Etruschi tagliavano tutto a mano, con picconi e cunei di legno fino a scavare un lungo canalone con affianco grandi strutture circolari destinate ad ospitare le sepolture. Tutto quello che vediamo non è stato costruito ma, scavato nel tufo così come quando uno scultore scolpisce la sua pietra per dar vita ad un’opera. Picconata dopo picconata tutto venne modellato e crearono uno straordinario intreccio di strade e stradine. Nacque così una specie di città scolpita: la città dei morti.

Queste strutture circolari erano i tumuli costituiti da una struttura di base coronata da una cornice e ricoperta da una calotta di terreno erboso, solitamente erano destinate ai membri delle famiglie più abbienti. In certi tumuli si vedono ancora degli scalini che portano nel luogo dove si praticavano riti e sacrifici. Sono presenti anche tombe più semplici chiamate a dado, sono concepite un po’ come delle villette a schiera, forse sintomo di una più diffusa ricchezza e dell’ascesa di nuovi ceti sociali che potevano permettersi di costruire una tomba familiare. Con il tempo, per mancanza di spazio, si cominciarono a scavare tombe in profondità scendendo sotto il livello stradale, questa tipologia di costruzione è chiamata Ipogeo. Essendo un’area veramente estesa, gli archeologi hanno calcolato che ci siano intorno a Cerveteri decine migliaia di tombe tra grandi e piccole molte delle quali sono certamente ancora da scoprire. E’consigliabile visitare la Tomba della Capanna, una delle più antiche, risalente al 7 secolo a.c. ricorda le abitazioni più semplici che caratterizzavano allora la città dei “vivi” poi, con il passare del tempo, le tombe divennero sempre più articolate seguendo il modello architettonico delle abitazioni delle città vere e proprie.039

E’impressionante pensare quanto lavoro di scavo e quanta perizia ci sia voluta per costruire questa immensa città dedicata ai defunti. Un posto straordinario a pochi passi da Roma poco valorizzato e conosciuto. Tant’è che nel 2012 il classico itinerario di visita si è arricchito, forse per dare maggior eco al sito, di un nuovo percorso di visita multimediale . Un vero e proprio viaggio nel tempo che porterà lo spettatore a partecipare al rito funebre dell’epoca, un’esperienza visiva davvero affascinante accompagnata da una colonna sonora e anche da alcune invocazioni che gli studiosi hanno fatto rivivere proprio in lingua etrusca e con la voce narrante di Piero Angela. Questa video installazione con luci, apparizioni, suoni, colori è consigliabile poiché emotivamente coinvolgente, soprattutto ai bambini che, come in una sorta di cartone animato potranno capire il significato di queste tombe e l’importanza del viaggio nel mondo dell’Ade a cui tanto tenevano gli Etruschi. Inoltre, vale la pena, insieme alla visita della Necropoli, fare un salto al Museo Nazionale Cerite dove si potranno trovare: vasi finemente dipinti, coppe e calici che gli Etruschi riempivano di farina e vino e che collocavano accanto al loro caro appena scomparso. Questi oggetti di valore inestimabile sono protetti in vetrine blindate.

Se siete così appassionati e affascinati da questa civiltà, a Roma potreste recarvi al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, anch’esso conserva alcuni elementi recuperati proprio dalla Necropoli di Cerveteri. Pensate che questi oggetti sono rimasti seppelliti per secoli e, per secoli il sole è sorto e tramontato su questa città invisibile dimenticata fino a quando soltanto agli inizi del novecento gli archeologi hanno scoperto questo vero e proprio mondo sotterraneo
La Necropoli è visitabile tutti i giorni tranne il lunedì dalle ore 8.30 al tramonto, vi consigliamo di vestirvi in maniera leggera, con scarpe da tennis e magari con un copricapo per le ore più calde, inoltre consigliamo di prestare molta attenzione al suono di una campanella che vi avviserà di recarvi verso le uscite per la chiusura onde evitare di rimanere intrappolati anche voi nella fantastica città scolpita.

PER ALTRE INFO  CLICCA QUI