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Cripta di San Magno - © Daniele Galati
Con i suoi affreschi, la Cripta di San Magno unisce sapientemente scienza e fede, in un messaggio di speranza che vi sorprenderà

La cattedrale di Anagni è la perfetta concretizzazione dell’importanza di saper grattare la superficie, nei rapporti umani come in tutto il resto: si possono spendere ore intere ammirando la chiesa, i preziosi volumi dell’attigua biblioteca, i tessuti del tesoro antico e ogni altro spazio del MuCA, ma è quando si scende nelle profondità di questo edificio pieno di sorprese che si raggiunge l’estasi visiva, quella che solo la Cripta di San Magno è in grado di donare.

 

Cattedrale di Anagni - © Daniele Galati

Cattedrale di Anagni – © Daniele Galati

 


Nel varcare la soglia di questo ambiente semi-ipogeo succedono simultaneamente tre cose: le temperature calano sensibilmente, i passi si fanno impazienti e le pupille si dilatano, come se, più che adattarsi alla luce soffusa di questa Cappella Sistina del Medioevo, cercassero di catturare più dettagli nel minor tempo possibile. A primo impatto, a colpire è il largo uso del blu lapislazzulo che impreziosisce – in tutti i sensi – le pareti, i sottarchi e le volte delle tre navate intervallate da 12 colonne di cui la cripta si compone; ma il vero elemento che rende quest’area affrescata di 540 m2 un unicum nel suo genere è la sua commistione di platonismo e cristianità, di fede e scienza, in una complessa narrazione volta a illustrarci il principio fino a intravedere il domani.

 

Cripta di San Magno - © Daniele Galati

Cripta di San Magno – © Daniele Galati

 


Per apprezzare come meriterebbe il tesoro di questo ambiente eretto per volontà del vescovo Pietro da Salerno e quasi del tutto riconducibile al lavoro di tre botteghe di artisti del 1200, bisogna avere l’accortezza di “leggere” le storie di ogni affresco a partire dalle prime due volte a destra. Da qui, conosciamo una rappresentazione unica e irripetibile in quanto “scientifica” della Creazione del Cosmo, seguita da quella dell’Uomo, mentre seguiamo con gli occhi le diverse e mai casuali suddivisioni che questi cerchi concentrici portano con sé e ammirando sul pilastrino attiguo la teoria degli elementi del Timeo di Platone. Già conquistati da questo primo ciclo, volgiamo ora la nostra attenzione alle storie dell’Arca dell’Alleanza, celebre manufatto contenente i simboli del patto che lega Dio agli uomini, che corrono lungo la navata centrale e le ultime due volte di quella di destra.

 

Cripta di San Magno - © Daniele Galati

Cripta di San Magno – © Daniele Galati

 


Ma è spostandoci in corrispondenza dell’altare magno, sulla sinistra, che il fil rouge che unisce ogni elemento finora contemplato si mostra in tutta la sua disarmante chiarezza. Nell’osservare il ciclo apocalittico e il suo folto insieme dei simboli, tra i quali si citano il Cristo Giudice in mandorla, il Tetramorfo, l’Agnello Mistico e soprattutto i Sette Sigilli, ci si accorge di un fatto curioso: l’ultimo, i venti di distruzione che dovrebbero soffiare da quattro demoni, di fatto non si manifesta. Ecco allora che una mancanza genera il più bello dei messaggi di speranza, un monito grande quando una cripta a vivere tenendo sempre salda l’alleanza con il Signore.

  INFORMAZIONI UTILI

Museo della Cattedrale di Anagni (MuCA)

Via Leone XIII – 03012 Anagni (FR)
Tel. +39 0775728374
Sito web: www.cattedraledianagni.it

Orari visite

Novembre – Marzo: ore 09.00 – 13.00 / ore 15.00 – 18.00
Aprile – Ottobre: ore 09.00 – 13.00 / ore 15.00 – 19.00