LE ILLUSIONI OTTICHE DELLA CUPOLA DI SAN PIETRO

Postato su Novembre 14, 2018, 9:00 am
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La Cupola di San Pietro suscita straordinarie illusioni ottiche, se vista dalla serratura sull’Aventino oppure da Via Niccolò Piccolomini.

di Giada Carboni

Le illusioni ottiche della Cupola di San Pietro, che si percepiscono dal buco della serratura sull’Aventino e da Via Piccolomini nel Quartiere Aurelio, sono le attrattive turistiche più suggestive di Roma, indubbiamente note tra i romani, ma non tra gli stranieri che spesso seguono un programma di visite prestabilito.

Il buco della serratura si trova all’apice di uno dei sette colli di Roma, l’Aventino, che prende il nome dal dodicesimo re dei Latini, ed è caratterizzato dalla forma trapezoidale, così particolare da originare nella fantasia umana la leggendaria simbologia di una nave, il cui richiamo militare e religioso verrà rimarcato proprio dalla Confraternita dei Cavalieri di Malta quando nel Settecento vi insediarono il complesso edilizio di rappresentanza.

Il buco della serratura – Priorato dei Cavalieri di Malta – © Vaghis – viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

Il portale di ingresso che dà accesso al complesso del Grande Priorato dei Cavalieri di Malta, presso l’omonima Piazza dei Cavalieri di Malta in cima al colle Aventino, è spesso gremito di gente, in attesa di lasciarsi suggestionare dall’illusione ottica della cupola di San Pietro. Si tratta non di un vero e proprio buco della serratura, cioè di una vera toppa, bensì di un foro eseguito sul supporto di rame del portone e valorizzato da una piccola cornice floreale in ferro battuto. Quel che si vede attraverso questo foro è qualcosa di impareggiabile, di inusuale e di inaspettato. Posando l’occhio su di esso come in un cannocchiale, incorniciata in una magnifica prospettiva di una ben studiata e graziosa volta ricoperta di fogliami e di frutti del vicino Giardino degli Aranci, appare la splendida Cupola di San Pietro nel suo bagliore di giorno e nel suo gioco di luci ed ombre di notte.

Il buco della serratura pare sia stato creato per una stravaganza dallo stesso architetto Giovanni Battista Piranesi, noto soprattutto per le sue incisioni, incaricato nel 1766 dal cardinale Giovanni Battista Rezzonico, Gran Priore del Sovrano Militare Ordine di Malta, di realizzare quelle che rimasero le sue prime e uniche opere architettoniche, ovvero il complesso sorto sull’Aventino, costituito dalla villa, dai giardini, dalla chiesa di Santa Maria del Priorato e dalla piazza antistante.

Il buco della serratura - Priorato dei Cavalieri di Malta - I turisti in fila davanti al portale di ingresso - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

Il buco della serratura – Priorato dei Cavalieri di Malta – I turisti in fila davanti al portale di ingresso – © Vaghis – viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati



L’illusione ottica di Via Niccolò Piccolomini, nel Quartiere Aurelio, è nota certamente ai romani, che spesso concludono una serata romantica affacciati al belvedere, felici di andare in estasi di fronte a questa meravigliosa veduta, ma è ancora oggi sconosciuta al più comune turismo. Il quartiere, infatti, non offre attrattive turistiche di rilievo, eccezion fatta per gli addetti al mestiere che possono ammirare la palazzina nota come Villa Fiorita, dell’architetto spagnolo Julio Lafuente, esponente dell’architettura “revée” e che si affermò con la realizzazione dell’ippodromo di Tor di Valle.

Via Niccolò Piccolomini – © Vaghis – viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

La spettacolarità della cupola di San Pietro vista dal belvedere di Via Piccolomini deriva principalmente dalla sua semplicità poiché non c’è niente di artificiale o di “creato dall’uomo”, in un’area che probabilmente conobbe lo sviluppo edilizio in epoca contemporanea. Si tratta di un panorama posto alla fine della strada, e l’illusione ottica inizia a percepirsi appena si imbocca la via e si percorrono i circa 360 metri che distano dal parapetto del belvedere.

L’effetto ricorda vagamente le illusioni ottiche di Escher, il famoso grafico olandese che visse a Roma riproducendo nelle sue opere anche alcuni riferimenti della sua casa monteverdina. Qui, in Via Niccolo Piccolomini, però sull’illusione ottica della cupola di San Pietro predomina l’impressione di essere sempre sul punto di toccare da vicino la cupola ad ogni metro conquistato, ma l’illusione permane nell’effetto che la cupola si riduca di dimensione mentre si tenta di avvicinarvisi.