IL MUSEO CIVICO DI MONDOVÌ E LA SECOLARE STORIA DELLA STAMPA

Postato su Aprile 04, 2019, 10:32 pm
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Il Museo Civico di Mondovì: dalla prima opera letteraria stampata nelle Regione del Piemonte alla pregiata collezione di macchine a stampa

di Giada Carboni

Il Museo Civico di Mondovì ospita dal 2001 “la più importante raccolta pubblica, a livello nazionale, di macchine a stampa”, in un edificio acquisito nel 1802 dal Comune di Mondovì e appartenuto all’Ordine dei Carmelitani Scalzi. Situato in Via della Misericordia 3, nel centro storico della città, il Museo accoglie due importanti collezioni.

Il Museo Civico di Mondovì - ©Ezio-Massera

Museo Civico di della Stampa di Mondovì – ©Ezio-Massera

Un corpus autorevole è costituito dalla collezione messa a disposizione dall’Associazione Museo Universale della Stampa di Rivoli e appartenuta a Ernesto Saroglia, vissuto nel primo Novecento, che fin dalla sua giovane età conservò le macchine a stampa, grazie alla sua passione e professione, insieme al padre Ermegildo, riparatore e successivamente costruttore di macchine per la stampa. Un altro corpus importante del Museo è invece l'”attrezzatura di bottega” della Casa Editrice Tipografia Moderna di Nizza Monferrato, donata dalla figlia del fondatore Arnaldo Belloni al Comune di Mondovì nel 2001.



Oggetti di rilievo del Museo Civico della Stampa di Mondovì possono essere considerati sicuramente il torchio “Albion” della ditta Amos Dell’Orto di Monza risalente al 1874, una pianocilindrica “Optima” della Società Augusta di Torino del 1911, il torchio e il tagliacarte utilizzati da San Giovanni Bosco nella prima scuola tipografica italiana fondata a Torino Valdocco nel 1862 e la pianocilindrica Marinoni utilizzata nella prima redazione del quotidiano torinese La Gazzetta del Popolo nel 1848.

Il Museo Civico di Mondovì – ©Ezio-Massera

L’autorevolezza del Museo Civico della Stampa di Mondovì a livello nazionale è confermata anche dal fatto che proprio in questa città fu pubblicata la prima opera letteraria nella storia della Regione del Piemonte. Si tratta dell’opera “Summa confessionem” di Sant’Antonino, vissuto a Firenze a cavallo tra XIV e XV secolo e considerato il fondatore della prima biblioteca pubblica in Europa. La prima edizione in stampa risale al 1472 grazie ai tipografi Antonio Mathias di Anversa e Baldassarre Cordero ed è successiva di soli quindici anni alla primissima opera stampata, ovvero la Bibbia che il tedesco Johann Gutenberg, ritenuto l’inventore dell’arte tipografica della cosiddetta “stampa a caratteri mobili”, realizzò a Magonza nel 1456.



L’inglese James Clough, esperto in calligrafia classica e insegnante di storia della tipografia al Politecnico di Milano, città in cui vive da più di trent’anni, ha curato l’esposizione del Museo evidenziando sette percorsi tematici, divisi per colore dall’esperta in arte grafica Marika Canova, per una migliore comprensione dei pezzi esposti, corredandoli di un ampio apparato iconografico e una completa descrizione analitica.

Museo Civico di Mondovì - ©Ezio-Massera

Museo Civico di Mondovì – ©Ezio-Massera

I due architetti monregalesi Cristina Pilone e Piercarlo Pellegrino ne hanno curato invece l’allestimento, inserendo una serie di pannelli metallici che ospitano i contenuti e piantane per un’illuminazione più idonea dei pezzi esposti.

Gli oltre duecento esemplari di macchina a stampa della collezione e la pregiatissima ”attrezzatura di bottega” esposta sono sufficienti per invogliare il turista a visitare il Museo Civico Della Stampa di Mondovì, così importante per la storiografia della stampa nazionale.

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