LA PRIMAVERA DI BOTTICELLI: IL FIORE DEL RINASCIMENTO TOSCANO

Postato su Novembre 15, 2019, 6:31 am
6  minuti

La Primavera di Botticelli si disvela in tutta la sua magnificenza alla Galleria degli Uffizi di Firenze

di Veronica Di Sero

La Galleria degli Uffizi di Firenze potrebbe essere pensata come una madre che tra le proprie solide braccia accoglie e protegge alcuni dei maggiori capolavori del mondo, frutto del genio di artisti della risma di Giotto, Mantegna, Botticelli e Bernini. Volendo fare un notevole sforzo di selettività, forse l’opera che maggiormente risalta all’interno di questa famiglia è la Primavera di Sandro Botticelli, splendido ed in qualche misura anticonvenzionale esempio della potenza evocativa della pittura quattrocentesca.

La Primavera di Botticelli - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Il maestoso quadro, che misura 207 x 319 cm di grandezza, è datato 1478 e si colloca pertanto nella corrente del Rinascimento; eppure, per poter leggere l’opera rendendo giustizia alla sua grandezza, bisogna sganciarsi dai dati bruti e da ogni tipo di categorizzazione, e lasciarsi trasportare dal ritmo sinuoso che traspare dalla disposizione ondivaga delle figure, dalle loro movenze delicate, dalle curve dei panneggi e dai più minuti dettagli di questo trionfo di amore, pace e prosperità.



Nell’oscurità della vegetazione, che abbraccia come una cornice l’intero dipinto, spiccano i colori vivi di fiori e frutti, anche se la scena è tutta per le figure che incedono in questo lussureggiante bosco di aranci e di alloro, chiaro riferimento al giardino della villa medicea di Castello di Lorenzo di Pierfrancesco Medici, cugino del Magnifico nonché committente dell’opera.

La Primavera di Botticelli - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Una Primavera ricca di elementi classicheggianti, ma anche “sregolata” sotto certi aspetti: nonostante venga classificato come rinascimentale, questo capolavoro botticelliano si mostra controcorrente nello scarso rilievo plastico dei personaggi, nella loro apparente mancanza di relazione psicologica e infine nell’assenza di un reale rapporto prospettico spaziale, una delle maggiori conquiste in campo artistico e architettonico del XV secolo.



Ciononostante, la storia d’amore dell’opera, non priva anche di un certo neoplatonismo, emerge con forza in ogni sua parte: è primavera nell’insistenza con cui Zefiro insegue Flora fino a dar vita alla Primavera, situata appena alla loro sinistra intenta a spandere fiori in terra; è primavera nella casta eleganza di Venere, che svetta al centro dell’opera, al di sopra della quale Eros vola armato di arco e frecce; ed è primavera nell’armoniosa danza nella quale sono impegnate le tre Grazie, per nulla turbate nella loro letizia da Mercurio che agita il caduceo per dissipare le nuvole affinché non alterino la perfezione del momento.

La Primavera di Botticelli - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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