L’ULTIMA CENA DI LEONARDO DA VINCI

Postato su Gennaio 06, 2018, 12:51 am
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Nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano è possibile ammirare il capolavoro dell’artista Leonardo Da Vinci: L’ultima cena.

di Flaminia La Malfa

La chiesa di Santa Maria delle Grazie venne costruita su richiesta del conte Gaspare Vimercati, comandante delle milizie di Giovanni Sforza, che, nel 1460, donò ai Domenicani un affresco della Madonna, detta “delle grazie”, per far edificare una chiesa – per estensione nominata “delle grazie” – e un convento. I lavori iniziarono nel 1463 e diedero alla luce, nel 1469, il convento, e, nel 1482, la chiesa, oggi considerata il simbolo della Milano Rinascimentale.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie

La chiesa di Santa Maria delle Grazie

A questi lavori vennero successivamente aggiunti ampliamenti per volere di Ludovico il Moro che scelse la chiesa come mausoleo per la sua famiglia.

È lo stesso Ludovico il Moro che commissionò a Leonardo Da Vinci una delle sue opere più grandi e conosciute in tutto il mondo: L’ultima cena.

Leonardo Da Vinci lavorò al Cenacolo o L’ultima Cena dal 1494 al 1498, creando una pittura parietale in quello che, all’epoca, era il refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie.

Non parliamo di affresco, ma di dipinto parietale, usando termini leggermente più tecnici, realizzato su intonaco secco. La scelta di Leonardo fu precisa: non voleva sottostare ai tempi stretti della rapida essiccazione dell’intonaco, lasciandosi, invece, la possibilità di apportare revisioni e modifiche alla sua pittura, che in questo modo avrebbe potuto essere molto più precisa e razionale.

Il Cenacolo

Il Cenacolo

Anche la scelta dell’uso della tempera fu mirata perché aumentava le possibilità di creatività dell’artista, ma questa stessa scelta fu sfavorevole, purtroppo, perché la tempera è maggiormente deperibile a causa delle condizioni climatiche che, infatti, nel corso del tempo, hanno arrecato non pochi problemi alla pittura.

Il dipinto, di 460 cm per 880 cm, rappresenta una lunga tavolata, con al centro Gesù che, con le braccia distese, quasi a creare una forma piramidale, è circondato dagli Apostoli, disposti simmetricamente in quattro gruppi di tre e ritratti nel momento subito successivo alle parole di Cristo che annuncia che sarà tradito da uno dei suoi. Maggiormente sconvolti i più vicini e meno colpiti quelli seduti più lontani, per aver udito meglio o peggio le parole del Signore, l’opera si avvicina, anche in questo, particolarmente alla realtà.

Dal punto di vista contenutistico Leonardo scelse di rappresentare uno dei momenti cruciali della storia di Gesù, il tradimento, dando forma alle parole del Vangelo di Giovanni: Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ma a prendere forma non sono solo le parole, ma anche i moti dell’animo che da queste parole scaturirono negli Apostoli.

Incredibile è, infatti, la straordinaria capacità di Leonardo di riprodurre qualcosa di impalpabile come possono essere i sentimenti.

Dal punto di visto pittorico, anche ad un occhio non esperto, colpiranno di certo la prospettiva aerea, che regala la profondità alla stanza raffigurata, il punto di fuga, visibile esattamente nella finestra dietro le spalle di Gesù, gli effetti di luce, dati dalle piccole pennellate, e lo sfumato pittorico, tipico di Leonardo, che si nota maggiormente sui volti degli Apostoli.

Ascoltarlo dalle parole, leggerlo sulle guide o sui vari siti internet, studiarlo a scuola, tutto può essere utile e edificante per ognuno di noi, ma mai come ammirare quest’opera visitando di persona la chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano. Un consiglio che invio a tutti.

PER ALTRE INFO CONSULTA IL SITO: www.legraziemilano.it