ÖTZI, L’UOMO VENUTO DAL GHIACCIO

Postato su Dicembre 23, 2018, 1:14 am
7  minuti

Ötzi è ospitato nel Museo Archeologico dell’Alto Adige, a Bolzano, da quando è stato rinvenuto sulle Alpi Venoste nel 1991.

di Flaminia La Malfa

Ötzi”, “l’uomo venuto dal ghiaccio”, “la mummia del Simulaun”, tanti i nomi utilizzati per parlare della mummia più antica mai scoperta, più della Piramide di Cheope o del sito di Stonehenge. Ötzi, infatti, sarebbe vissuto oltre 5000 anni fa, presumibilmente tra il 3300 e il 3100 a.C., durante l’epoca a cavallo tra Neolitico ed Età del Bronzo, definita Età del Rame.

Ötzi, fotografato da Helmut Simon alla scoperta del cadavere nel settembre 1991

Ötzi, fotografato da Helmut Simon alla scoperta del cadavere nel settembre 1991

Se solitamente quando parliamo di mummia la mente vola in Egitto e si pensa alle lunghe bende bianche che avvolgono il corpo custodito nelle piramidi, Ötzi, che è a tutti gli effetti una mummia, non fu custodito per opera degli uomini, ma grazie alla neve, al ghiaccio e agli agenti atmosferici che nel corso di un tempo così lungo hanno mantenuto il suo corpo e i suoi indumenti intatti.

Ritrovato al confine tra Italia ed Austria da una coppia di escursionisti, Erika ed Helmut Simon, nel settembre del 1991, Ötzi, così chiamato proprio dal nome del luogo dove fu rinvenuto – Ötzal, nel Tirolo del Nord – è stato materia di studi durati per più di vent’anni che hanno portato alla luce molti interessantissimi elementi, spalancando una finestra sul passato unica nel suo genere.



Ricostruzione naturalistica di Ötzi - Museo Archeologico dell'Alto Adige

Ricostruzione naturalistica di Ötzi – Museo Archeologico dell’Alto Adige

A seguito di lunghi studi, archeologici, antropologici, anatomici e clinici, si è giunti a dire che Ötzi era un uomo che sarebbe morto all’età di 46 anni, aveva i capelli marroni, era vestito con indumenti di pelliccia che lo tutelavano dal freddo, era alto 1,60 mt e si cibava di carne animale – così come testimonierebbero i ritrovamenti di carne di stambecco ancora presenti nel suo stomaco. Inoltre, ritrovati accanto al suo corpo, tutta una serie di attrezzature: un’ascia, una faretra, un arco con le frecce, tipiche della caccia e presumibilmente utilizzate anche per una difesa personale. Difesa che probabilmente non fu, però, sufficiente dal momento che, purtroppo, Ötzi sembrerebbe deceduto a causa di una freccia – che durante gli studi fu ritrovata nella sua spalla sinistra – che, perforando la scapola e danneggiando l’arteria, lo avrebbe condotto alla morte.

Ben 61 tatuaggi ricoprono il suo corpo: inizialmente ricondotti ad un motivo puramente estetico, sono stati successivamente collegati ad una cura, come l’agopuntura, che, attraverso le incisioni sulla pelle, probabilmente alleviava i dolori dati dall’artrosi.

La storia di Ötzi, che appassiona tutti i visitatori del Museo, è uscita dal Museo stesso per giungere ad un pubblico ancor più vasto quando Ötzi è divenuto protagonista di libri, per adulti e per bambini, e, addirittura, di un film documentario che narra le vicende della sua vita, romanzando le notizie tratte dagli studi condotti.

Museo Archeologico dell’Alto Adige

Museo Archeologico dell’Alto Adige

Visitare il Museo Archeologico dell’Alto Adige, che è considerato ormai come la casa di Ötzi, permette di entrare a contatto con tutti i ritrovamenti, gelosamente custoditi in teche prive di ossigeno per una migliore conservazione, osservare la mummia vera e propria da una finestrella che affaccia sulla cella frigorifera nella quale è stata posta, e ammirare la ricostruzione, estremamente veritiera, che è stata fatta di quell’uomo vissuto tanto tempo fa.

Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio

Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio

Ideale per i bambini, che possono appassionarsi alla storia antica come se fosse un gioco, anche attraverso percorsi multimediali e manuali, e molto interessante per gli adulti, il Museo Archeologico dell’Alto Adige, strutturato su tre piani, cerca di ricostruire il percorso nel tempo, dal Paleolitico all’Alto Medioevo, spiegando i primi passi che l’uomo ha compiuto nel corso dei millenni, dando fondamento alle origini dell’umanità.



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