ROSETO COMUNALE DI ROMA: I COLORI DELLA PRIMAVERA ROMANA

Postato su Agosto 29, 2018, 2:03 am
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Noto per le sue 1100 varietà di rose provenienti da tutto il mondo e per il “Premio Roma”, il Roseto Comunale è aperto solo nel periodo di fioritura.

di Giada Carboni

Il Roseto Comunale di Roma è ubicato nel Rione Ripa, il XII di Roma e si estende per circa 10.000 mq. Si incunea tra il Clivio dei Pubblicii e la Via del Circo Massimo, ma si estende verso il Piazzale Ugo La Malfa e verso il confine con l’Istituto Paritario Pio XI. Il suo ingresso è al civico 7 di Via di Valle Murcia, strada che fin dal 1926, porta il nome dell’antica valle ivi esistente e che divide letteralmente a metà il vasto giardino. Negli anni ’60 la strada identificò il Parco stesso come Roseto di Valle Murcia con cui ancora adesso si può identificare. La planimetria del Roseto, realizzata presumibilmente dopo il 1950, segue un disegno particolare, dovuto in parte alla volontà di assecondare l’orografia dell’area e in parte a motivazioni storiche.

Il Roseto di Roma con sullo sfondo i ruderi del Palatino

La lieve pendenza del terreno è tutta verso il fianco che affaccia sull’Istituto pontificio ed è stata evidenziata con un disegno semiconcentrico, mentre al di là della strada la pianura è stata disegnata secondo una motivazione storica che si evince dal sito del Comune di Roma: “Come ringraziamento alla comunità ebraica, che aveva permesso di ricreare il roseto in un luogo sacro, venne posta all’ingresso del giardino una stele in ricordo della precedente destinazione, e i vialetti che dividono le aiuole nell’area collezione, assunsero la forma della menorah, il candelabro a sette bracci, simbolo dell’Ebraismo”.



Roseto di Rom

Fin dal 1645, infatti, la Valle Murcia, dopo che per lungo tempo fu adibita a vigne e orti quattrocenteschi, divenne l’Orto degli Ebrei. La comunità giudea vi incorporò anche un piccolo cimitero che fu trasferito poi al Verano, nel Cimitero Comunale di Roma, nell’anno 1934. Questa area conserva a tutt’oggi la Collezione di Rose Botaniche, ovvero le varietà provenienti da tutto il mondo, anche dalla Cina e dalla Mongolia.



Tra queste le più curiose, sono la Rosa Chinensis Virdiflora, caratterizzata dai petali di color verde; la Rosa Chinensis Mutabilis, così chiamata perché cambia colore con il passare dei giorni; ed infine, la Rosa Foetida che, come spiega il nome attribuitole, è maleodorante. L’altra parte del Roseto, invece conserva rose che hanno concorso o vinto al Premio Roma per le Nuove Varietà di Rose fin dal 1931, anno d’istituzione del Premio.

Il Roseto di Roma è una straordinaria attrazione naturalistica nota in tutta il mondo e visitabile a pagamento, con o senza guida, soltanto nel periodo di fioritura delle rose (aprile-giugno).

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