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Teatro Taormina
Il teatro di Taormina, Secondo solo a quello di Siracusa per grandezza, è solo una delle tante testimonianze del genio greco-romano. Il paesaggio che lo circonda, tra mare e l’Etna l’ha reso e lo rende ancora un luogo imperdibile da visitare

La Sicilia è un museo a cielo aperto di monumenti che rimandano alla dominazione greca e romana. Taormina con il suo teatro, secondo per grandezza solo a quello di Siracusa, non poteva essere da meno. Sedendosi sui gradoni della cavea scavata nella roccia, ci si trova di fronte la scena, purtroppo senza gli ornamenti e le colonne con cui era stata pensata e realizzata, ma ancora meravigliosa nell’ottica della romantica suggestione per i resti e l’antica sapienza che ha ispirato  intellettuali e rampolli a farne meta obbligata del Grand Tour. Proprio Goethe nel celebre viaggio in Italia scrive:

 

 

«Se ci si colloca nel punto più alto occupato dagli antichi spettatori [del Teatro antico], bisogna riconoscere che mai, probabilmente, un pubblico di teatro si vide davanti qualcosa di simile. Sul lato destro si affacciano castelli dalle rupi sovrastanti; più lontano, sotto di noi, si stende la città e, nonostante le sue case siano d’epoca recente, occupano certo gli stessi luoghi dove in antico ne sorgevano altre. Davanti a noi l’intero, lungo massiccio montuoso dell’Etna; a sinistra 1a sponda del mare fino a Catania, anzi a Siracusa; e il quadro amplissimo è chiuso dal colossale vulcano fumante, che nella dolcezza del cielo appare più lontano e più mansueto, e non incute terrore.»

 

Taormina - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti-i-diritti riservati

Taormina – © Vaghis – viaggi & turismo Italia – Tutti-i-diritti riservati

 

 Infatti il panorama che si ammira arrivando sul crinale della collinetta dove il teatro è stato scavato lascia senza fiato: il Mar Ionio nel placido cullare dell flusso continuo delle onde, che hanno visto l’avvicendarsi di popoli e culture, e il possente e minaccioso profilo dell’Etna, rendono il teatro, già intriso di magia, in naturale e perfetta armonia con gli elementi di tutto ciò che lo circonda. La costruzione è avvenuta intorno al III secolo a.C. sotto Gerone II, e per la sua realizzazione furono asportati 100 mila metri cubici di roccia  della collina, ma quello che oggi si presenta agli occhi dello spettatore è frutto della ristrutturazione avvenuta sotto Traiano o forse sotto Adriano. La pianta a forma rettangolare presenta la  cavea, che arrivava a contenere fino a 10 mila spettatori con i suoi 9 settori, alla sommità del quale si trova un doppio portico coperto da una volta. Sul portico sono visibili delle nicchie, probabilmente destinate alle statue. Poi c’è l’orchestra, spazio per i musicisti, trasformato poi dai romani come arena per i gladiatori, e l’immancabile  scena che invece presenta tre grandi aperture con nicchie e colonne, fatte mettere dall’architetto Francesco Saverio Cavallari. Le colonne infatti, aggiunte dai romani, e altre parti dell’edificio scenico furono saccheggiate durante il medioevo, mentre la parte centrale è crollata. Inoltre è possibile visitare l’antiquarium del teatro, che ospita importanti epigrafi greche di carattere pubblico collocabili tra II e I secolo a.C. 

Oggi oltre a essere meta di turisti e appassionati di storia, il teatro è usato per ospitare spettacoli e concerti e si è prestato anche come set per alcune scene del film la dea dell’amore di Woody Allen.

  INFORMAZIONI UTILI

Comune di Taormina

Corso Umberto I, 217 – 98039 Taormina
Tel. +39 0942 6101
Sito web: www.comune.taormina.me.it

Email: [email protected]