IL TEATRO GRECO DI SIRACUSA: L’ANTICHITÀ ANCORA VIVA

Postato su Luglio 09, 2018, 1:17 am
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Collocato sul colle Temenite, di cui sfrutta la conformazione, il Teatro greco di Siracusa è il massimo monumento dell’architettura antica giunto fino a noi.

di Flaminia La Malfa

Il mimo Sofrone ci parla del Teatro greco di Siracusa già nel V a.C., anche se, probabilmente, non aveva ancora la forma semicircolare che lo contraddistingue oggi e che, invece, acquisì di sicuro in epoca ellenistica, con qualche modificazione in epoca romana con Augusto. A questo stesso periodo risale anche la creazione dei parodoi, i corridoi laterali dai quali entravano gli attori sulla scena.

Una visione panoramica e un’agevolazione dell’acustica erano – e sono – gli scopi principali legati alla forma caratteristica dei tanti teatri greci e quello di Siracusa non è da meno.

Il Teatro greco di Siracusa

Il Teatro greco di Siracusa

La cavea era una delle più grandi del mondo greco, con 67 ordini di gradini, scavati per lo più nella roccia e divisi in scalinate. Usiamo l’imperfetto perché oggi le gradinate si presentano più basse perché le file superiori sono andate perdute, così come anche è scomparso l’edificio scenico o skenè, riguardo alla struttura della quale gli studiosi possono avanzare solo delle ipotesi.

Abbandonato per secoli, danneggiato, spogliato dagli Spagnoli di Carlo V nel XVI secolo, il teatro riacquistò importanza e vigore nel 1914 grazie all’INDA, l’Istituzione nazionale del dramma antico, che scelse il teatro di Siracusa per la rappresentazione di opere classiche, così come avveniva nel passato più antico.

La prima opera messa in scena per inaugurare il teatro nel 1914 fu l’Agamennone di Eschilo; purtroppo fu anche l’unica a causa dello scoppio della prima guerra mondiale che fece fermare il processo appena riavviato. Bisognerà aspettare il 1921 per una nuova rappresentazione, questa volta delle Coefore di Eschilo.

Oggi il teatro fa da sfondo alla rappresentazione di molte opere classiche che, grazie alla genuinità scenica, sono fruite dallo spettatore in modo quanto più conforme all’antichità.

Per chi ama il teatro e per chi conosce i drammaturghi antichi questa è l’occasione per tornare indietro nel tempo e immaginare come poteva essere assistere alle opere di Eschilo, Sofocle ed Euripide secoli e secoli fa. Ma anche per i meno esperti sarà comunque un piacere regalarsi un’esperienza simile perché basterà sedersi su quei gradini affinché il teatro racconti la sua storia a chi non la conosce anche solo con la sua struttura.

Il Teatro greco di Siracusa è il fulcro del Parco Archeologico della Neapolis che racchiude, all’interno di Siracusa, i più importanti monumenti antichi del quartiere: l’Ara di Ierone II, l’Anfiteatro romano risalente al III-IV d.C., l’Orecchio di Dionisio. Quest’ultimo è una grotta artificiale scavata nel calcare che prende il suo nome sia per la particolare forma, che ricorda quella del padiglione auricolare, sia per le sue eccezionali proprietà acustiche che riescono ad amplificare i suoni di addirittura sedici volte.

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