Torre dell’Elefante
La Torre dell’Elefante, non è la più alta di Cagliari, ma è uno dei simboli più importanti del quartiere storico di Castello e un segno di riconoscimento per l’intera città.

La Torre dell’Elefante, costruita al principio del secolo XIV, si trova nella zona del Bastione di Santa Croce, accanto alla Chiesa di San Giuseppe di Calasanzio, ha mantenuto nei secoli la sua funzione di ingresso al castello. Pisa fece costruire in quel periodo molte torri allo scopo di consolidare la propria roccaforte nel sud della Sardegna poiché era minacciata dall’ascesa aragonese nel Mar Mediterraneo. 

La torre forse deve il suo nome dalla statua marmorea di un elefante, esposta in facciata, un simbolo della potenza marinara di Pisa. La statua non è posta sulla sommità ma bensì in posizione defilata rispetto alla porta, che conserva ancora parte degli antichi sbarramenti (in origine tre grossi portoni e due saracinesche). Il nome però potrebbe anche derivare dalla Ruga Leofantis che oggi corrisponde alla via Stretta.

 

Torre dell’Elefante

Torre dell’Elefante

 

A Cagliari questa torre ha una gemella, quella di San Pancrazio che però è meno rifinita. Furono progettate dall’architetto sardo Giovanni Capula, a testimonianza c’è una lapide marmorea in latino posta alla base della torre: “Capula Johannes fuit caput magister numquam suis operibus inventum sinister” “…mai nelle sue opere trovato incapace”Lo stesso architetto progettò anche una terza torre, la torre del Leone, da poco rinominata torre dell’Aquila, ed incorporata nel palazzo Boyl poiché venne in parte distrutta nel 1708 dai bombardamenti inglesi, nel 1717 dalle cannonate spagnole e infine nel 1793 dall’attacco da parte dei francesi durante il quale perse la sua parte superiore.

La Torre dell’Elefante è una tipica costruzione pisana, coi tre lati esterni massicci costruiti in calcare bianco di Bonaria e il quarto lato, quello interno, aperto, e mostra i quattro piani costruiti su soppalchi in legno. Fu portata a compimento nel 1307, dotata di strette feritoie e pesanti saracinesche, la Torre dell’Elefante proteggeva il versante sud-occidentale del Castello; sviluppata su quattro livelli per un’altezza complessiva superiore ai trenta metri, essa era inoltre un ottimo punto di avvistamento contro eventuali attacchi provenienti dal mare.

 

Torre dell’Elefante

Torre dell’Elefante

 

La Torre dell’Elefante utilizzata in passato per gli usi più disparati: magazzino, abitazioni di pubblici funzionari, carcere, polveriera ed armeria, dopo un attento restauro è oggi visitabile a pagamento. Vi si accede al lato destro della chiesa di San Giuseppe e dalla sua sommità  permette di godere dello splendido panorama a 360 gradi della città e del circondario.

Sulla Torre si narrano storie macabre, durante il 1400 c’era l’abitudine, al tramonto di  suonare un corno per indicare la chiusura delle saracinesche che bloccavano gli ingressi alla città. Se un forestiero veniva trovato ancora dentro le mura, gli veniva mozzata la testa ed appesa ad una picca in modo da far vedere a tutti la sorte dei trasgressori della legge. La testa veniva esposta dentro gabbie di ferro, si racconta che il capo del viceré Camarassa, marchese di Cea, restò esposto per 17 anni affinché venisse dissuaso qualsiasi tentativo di insurrezione. I corpi dei decapitati venivano gettati giù dal Bastione di Santa Crux, per questo una leggenda narra che dalla primavera all’estate il muro da metà altezza pianga, in realtà si tratta di un’antica sorgente che scorre nella pietra.  

  INFORMAZIONI UTILI

Comune di Cagliari

Via Roma 145 – 09124 Cagliari
Tel. +39 070 6771
Sito web: www.comune.cagliari.it