SPINEA: LA SETTECENTESCA VILLA SIMION IN STILE PALLADIANO

Postato su Gennaio 20, 2019, 10:30 pm
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Villa Simion ospita la Biblioteca Civica di Spinea permettendo così agli utenti di godere della propria bellezza architettonica

di Giada Carboni

Villa Simion prende il nome dal sindaco Angelo Simion che, rieletto più volte dal 1946 al 1970 a primo cittadino, fu il fautore dell’acquisizione della struttura nel patrimonio comunale per destinarla a sede della Biblioteca Civica della città di Spinea, dotata oggi di emeroteca, videoteca e ludoteca. La Villa è ubicata sulla via principale del paese, via Miranese, che congiunge la città di Mestre a Padova, ma il suo ingresso principale è in via Roma 265. Fu costruita nel 1711 per volontà dei fratelli Carlo e Giuseppe Gallino dopo aver abbattuto una struttura preesistente sorta in mezzo ai tre campi di loro proprietà destinati a ‘brolo’ (cioè destinati a vigneto e frutteto). La magnificenza dell’architettura in stile palladiano sottintende la funzione di dimora di villeggiatura, in cui i Gallino, non nobili di origini ma facoltosi di fatto, potevano ospitare amici, parenti e qualche ‘barnabotto’ (nobile impoverito).

Villa Simion - Spinea

Villa Simion – Spinea

Venduta nel 1728 al veneziano Antonio Gasparini da Cannaregio la villa era costituita da casa dominicale con suo giardino, brollo di circa campi 4 e da cantina, stalla, granaio e case per la servitù. In seguito, la villa ebbe numerosi proprietari diversi: dall’erede di Antonio, Giuseppe alla famiglia Michiel, poi Occioni, Sagredo, Fedeli, Pescaroli e Bortoluzzi. Nel 1935 passò a Pia Fiori coniugata Franco, nome con cui la villa si distinse per tutto il periodo del Secondo conflitto mondiale, durante il quale la villa fu in stato fatiscente come il parco e le altre pertinenze. Imbiancata totalmente all’interno e suddivisa per ospitare una dozzina di appartamenti, nel 1967 la Villa venne rilevata dal Comune per destinarla a sede della Biblioteca Civica di Spinea e sottoposta ad un primo intervento restaurativo volto al ripristino delle sue bellezze settecentesche.



Dopo gli ultimi restauri del 2002 la villa è oggi circondata da un bellissimo parco recintato da una cancellata che poggia su un muro basso e che termina con il portale di ingresso in ferro battuto. Piccoli mammiferi e molte specie di volatili lo abitano indisturbati, vi sono conservati inoltre circa duecento piante particolari che deliziano l’amenità del luogo. L’edificio di un candore accecante è bipartito tra “portego da basso” e piano nobile, strutturati entrambi per ospitare tre grandi ambienti con soffitti lignei decorati in stile sansovinesco, ma lo stupore nasce dalla serie di finestre ovali che incorniciano il sottotetto come fonti di luce per l’immensa mansarda custode della settecentesca orditura lignea del soffitto. La tripartizione dell’edificio imita la tipica “villa palladiana” col solo corpo centrale prospiciente. E se l’ingresso è impreziosito da una balaustra triforata e da un timpano con pinnacoli, il lato sud dell’edificio stupisce per una meridiana settecentesca affrescata e riportata alle sue funzioni dall’ultimo restauro.

L’antica città dei cespugli (“spineti” in veneto, da cui deriva Spinea) è un gioiello d’arte e la Villa Simion è il vanto degli spinetensi.

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