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Rocciamelone
In Piemonte, al confine tra la Valle di Susa e la Valle di Viù, la Vetta del Rocciamelone rappresenta un itinerario molto amato sia dai pellegrini che dagli escursionisti. Il paesaggio mozzafiato si unisce al misticismo che deve le sue radici agli antichi romani. Con il cristianesimo, la Madonna ne è divenuta il simbolo e oggi vi si trova il santuario più alto d’Europa

Rocciamelone, con l’imponente struttura e un’altitudine di ben 3.538 metri, si configura come una delle vette più alte delle Alpi. L’origine del toponimo dal celtico Roc Maol, che significa sommità, sembra far riferimento proprio all’incomparabile altezza della montagna, stessa percezione che aveva poi indotto in errore anche gli uomini medievali. In effetti chi passava dalla via Francigena non poteva non notarne l’immensa bellezza, oltre che le dimensioni, caratteristiche che hanno spinto sempre più uomini a provarne la scalata. La prima viene attestata al primo settembre 1358 dal crociato Bonifacio Rotario. Questo, catturato dai turchi, affidò la sua salvezza alla Madonna, così tornato in Italia mantenne la promessa fatta nel periodo di prigionia: dedicarle il Trittico in ottone dorato. L’opera raffigurante la Vergine col Bambino, san Giorgio e san Giovanni Battista, è oggi conservata all’interno della cattedrale di San Giusto a Susa. La valenza religiosa della vetta ha fatto sì che divenisse col tempo una meta di pellegrinaggio. Vi si trovano infatti il santuario diocesano della Madonna di Rocciamelone, costruito nel 1957 dall’architetto Emanuele Godone. Particolarmente suggestive le pareti absidali caratterizzate da ampie vetrate che permettono la vista delle pendici del monte. Di straordinaria importanza la statua di bronzo alta tre metri dedicata alla Madonna, portata in vetta il 28 agosto 1899 dagli alpini. 

 

Rocciamelone - la statua di bronzo dedicata alla Madonna

Rocciamelone – la statua di bronzo dedicata alla Madonna

 

L’idea, nata per iniziativa del vescovo di Susa Edoardo Giuseppe Rosaz, trovò il sostegno di 130mila bambini che ne finanziarono la costruzione attraverso varie offerte. L’opera venne realizzata dallo scultore Giovanni Antonio Stuardi e in vista della scalata e del peso complessivo di 800 kg fu divisa in otto pezzi. Tra i manufatti presenti c’è anche il busto di Vittorio Emanuele II, che aveva percorso la salita nel 1838. Oggi la vetta rimane un itinerario religioso: il 5 agosto infatti si svolge la festa della Madonna della Neve e fedeli e escursionisti si recano ad assistere a una suggestiva messa ai piedi della statua. A 397 metri sorge il santuario della Madonna della Neve, che porta la data 1572, anno della ristrutturazione. Secondo la tradizione, nel 1706 il duca Amedeo di Savoia si sarebbe recato al santuario per raccomandare alla patrona il popolo durante l’assedio di Torino. Alla Madonna del Rocciamelone viene dedicata anche una grande cena, organizzata ogni anno a marzo dai contadini per buon auspicio al percorso che le mandrie dovranno compiere in estate. La tradizione prevede l’esibizione di campane dipinte. 

 

Rocciamelone - IL rifugio Santa Maria

Rocciamelone – IL rifugio Santa Maria

 

La prima origine religiosa del monte è però da attribuire ai romani che lo consacrarono a Giove, culto dimostrato dal ritrovamento dell’altare dedicatogli, rinvenuto su un versante della montagna. I romani ne latinizzarono anche il nome in Mons Romuleus, toponimo al quale si lega la leggenda del re Romolo che si dice passasse l’estate qui, nascondendovi anche un tesoro, ancora mai trovato. La salita si effettua dal rifugio La Riposa fino al rifugio Cà d’Asti, secondo la tradizione ampliamento del ricovero che aveva costruito Bonifacio Rotario durante l’ascesa. Questo punto è anche la tappa finale del Red Bull K3, corsa di montagna che si tiene in estate con partenza da Susa. Punto d’arrivo delle ascensioni al Rocciamelone è il rifugio Santa Maria, santuario più elevato d’Europa costruito dopo la Prima Guerra Mondiale proprio sotto la statua della Madonna, che accoglie gli escursionisti. Più lungo e impegnativo il percorso dalla valle di Viù, dove si trova l’incantato lago artificiale di Malciaussia. Qui si possono ammirare aquile, marmotte e stambecchi. Poi si passa per il rifugio Ernesto Tazzetti e, per gli appassionati di arrampicata, sul ghiacciaio del Rocciamelone. Si è formato da poco un lago, profondo una ventina di metri, che con lo scioglimento dei ghiacci si è ingrandito sempre di più. Il percorso rimane suggestivo sia durante il periodo estivo che invernale, sebbene presenti meno difficoltà nell’attraversamento senza la presenza di neve. L’alone mistico, unito al biancore o al rigoglioso verde delle cime, e l’azzurro sgargiante del cielo ne fanno una meta unica. 

Al tramonto il rosa e l’arancione prendono il sopravvento della scena e ci si immerge in un’atmosfera surreale, a un passo dal cielo. 

 

Rocciamelone

Rocciamelone