METAPONTO: LA POLIS DELLA MAGNA GRECIA

Postato su Aprile 27, 2019, 10:21 pm
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Metaponto, dalla meravigliosa costa del Mar Jonio, ha un cuore pulsante di mitologia e filosofia

di Libero Bentivoglio

Metaponto, frazione del comune di Bernalda, è un borgo marino dove l’aria che porta il suono delle onde schiumose accoglie migliaia di persone che d’estate si catapultano in uno scenario ereditato dall’antica Ellade.

Infatti i Greci, durante il VII secolo a.C., resero Metaponto una città focale dal punto di vista commerciale della Magna Grecia per via del suo terreno fertile. L’intensa produzione di cerali, grazie ai vasti campi di grano, resero Metaponto una delle eccellenze italiane conferendo alla polis italiana la moneta raffigurante la spiga di grano.

Metaponto: Il lido

Al tepore dell’alba Ermes, messaggero degli dei, con i suoi sandali alati si libra nell’aria e, sorvolando le acque joniche, giunge in una conca marina dove a regnare sovrani sono il blu e il bianco delle onde che si infrangono in un tripudio di canto schiumoso. La terra danzante lo invita ad entrare in un piccolo paese costellato di casette colorate e disposte armoniosamente da sembrare lucciole guardiane dal tocco musicale intenso e ritmicamente soave.



Al di là della frontiera dorata e orchestrale, un elegante pavone dallo stupefacente ventaglio di lunghe piume cangianti di viola, verde, blu e oro attende il messaggero. Il volatile, in una volteggiante spirale, abbandona le mentite spoglie e si mostra nella sua magnificenza divina: la dea Hera, protettrice della città. Grazie al culto di Hera, oggi possiamo ammirare all’interno dell’area archeologica di Metaponto le Tavole Palatine, anche note come il Tempio di Hera. L’antico tempio dorico periptero, ovvero circondato da colonne, è il simbolo dell’aerea metapontina, nonché testimonianza della dedica votiva che il popolo offrì alla dea del matrimonio, come confermano gli scavi archeologici del 1926.

Tavole Palatine

Metaponto – Tavole Palatine

Le quindici colonne rimaste regalano al tramonto uno scenografico paesaggio caldo e avvolgente. L’occhio può cogliere, oltre l’elemento invisibile, il santuario imponente che si erge in una vastità naturalistica e ascoltarne ancora oggi le preghiere dei devoti accarezzate dalla magnanimità della loro grande madre. Sibili che riportano a notti illuminate da fiaccole che esaltavano la spettacolarizzazione rettangolare del tempio, restituendo ai mortali protezione per gli anni a venire.



Le Tavole Palatine si sono guadagnate anche l’appellativo “Scuola di Pitagora” dal momento che il filosofo e matematico vi fondò la sua celeberrima scuola di pensiero che un anno fa ispirò lo scultore leccese Salvatore Sebaste nel creare “La porta di Pitagora”.

Salvatore Sebaste - “La porta di Pitagora”.

Metaponto – Salvatore Sebaste – “La porta di Pitagora”.

La scultura in acciaio corten, situata sul lungomare di Metaponto, rappresenta un universo folle di elementi derivati dall’aritmetica, dalla geometria e dalla musica creando un big bang di simboli onirici: una mappatura e guida concreta per chi lo ammira.



La prodezza e la forza di Metaponto sono rappresentate dall’artista Donato Linzalata nella scultura dedicata ad Alessidamo, campione dei giochi pitici, anticipatori di quelli olimpici. L’opera esprime nel suo acciaio laminato il meraviglioso slancio di un uomo verso l’alto, simboleggiando la grandezza dell’uomo che in una lenta sospensione a mezz’aria guarda con amore radicale la sua terra natia.

Metaponto è un set prodigioso per chi lo vive: è possibile respirarne l’essenza italiana intrisa di mitologia, magia e giochi pirotecnici che rendono la città del mar Jonio il tesoro della Basilicata.

Donato Linzalata - Alessidamo

Metaponto – Donato Linzalata – Alessidamo

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