MU.SA.BA., TRA ANTICO E CONTEMPORANEO

Postato su Settembre 29, 2016, 4:51 pm
5  minuti

Deflagrano i colori nella Vallata del Torbido tra gli alberi secolari e la fitta vegetazione

di Carmen Sergi

È dalla tangenziale Jonio – Tirreno che lo scorgi. Prepotentemente deflagrano i colori del Mu.Sa.Ba, tra gli alberi secolari e la fitta vegetazione, arsa durante l’estate, della Vallata del Torbido. Dalla statale non si comprende bene cosa sia, vedi solo una serie di tetti, contigui e coloratissimi, capaci di ipnotizzare. È immerso tra gli alberi, che in parte lo nascondono e sembra che lo vogliano proteggere. Una volta presa l’uscita per Mammola, si seguono le indicazioni, le quali non sono

Foto di Carmen Sergi

semplici e classici cartelli, ma vivaci scritte sui muri indicanti la direzione. Dopo aver percorso una stradina che costeggia il letto del fiume, ormai secco, e che si trova immersa nella selvaggia vegetazione tipica di quel tratto di Calabria, racchiuso tra i due mari e l’Aspromonte, si arriva al Mu.Sa.Ba. Guidare per quella via, sotto il viadotto della superstrada, potrebbe apparire quasi un’avventura, ti viene da pensare “ma dove sto andando? Forse verso il nulla.”, fino a quando, finalmente, giungi all’ingresso del parco museo e vieni “travolto” da un tripudio di colori e geometrie. Visitare il Mu.Sa.Ba. significa perdersi tra antico e contemporaneo, tra sacro e profano, tra gli alberi di ulivo e le statue che si trovano all’esterno, significa lasciare che i giochi di luce delle vetrate ti sorprendano così come quando da bambini si giocava con i prismi e se ne rimaneva incantati. È un posto stupefacente e ammaliante, dove il confine tra sacro e profano è fragile, dove accanto a scene bibliche, la sessualità è dichiarata, esposta, vissuta e, forse, per questo sublimata e, in un certo qual senso, resa pura.

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