La Reggia di Caserta: una prova d’onore

Postato su Gennaio 16, 2020, 7:10 am
9  minuti

La Reggia di Caserta è una dimora eretta come simbolo della grandezza del regno di Napoli ed è uno dei luoghi più belli d’Italia

di Erika Pomella

La Reggia di Caserta è uno dei fiori all’occhiello dell’architettura italiana: un gioiello di opulenza che sembra rimandare l’eco di giorni fatti di gran balli, di passeggiate nel parco che abbraccia il Palazzo Reale e di consigli di guerra, quando il Regno di Napoli voleva aprirsi al mondo e dimostrare allo stesso la propria grandezza.

 

Reggia di Caserta - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Fatto erigere quasi come risposta alle grandi dimore europee – soprattutto in aperta competizione con la reggia francese di Versailles – la Reggia di Caserta nacque nell’immaginario di Carlo di Borbone nel 1750, quando il regno di Napoli era riuscito in qualche modo a rendersi indipendente dalla corona spagnola. La posa della prima pietra della reggia ebbe luogo il 20 Gennaio 1752 sotto la guida ai lavori di Luigi Vanvitelli, che ottenne un permesso pontificio per poter iniziare i lavori della reggia, dal momento che era occupato nel lavoro di restauro della Basilica di Loreto. I lavori della Reggia di Caserta proliferarono fino al 1759, fin quando cioè Carlo di Borbone era d’istanza nel sito di costruzione, nella pianura di Terra di Lavoro. Quando, nel 1759, Carlo tornò a Madrid, i lavori della Reggia rallentarono vistosamente e le cose non migliorarono quando, nel 1773, Luigi Vanvitelli morì. Fu suo figlio Carlo e successivamente altri architetti cresciuti nella fucina Vanviteli che portarono a termine la residenza reale, rendendola una delle mete turistiche più ambite. 

 

Reggia di Caserta - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Nel 1919 la Reggia di Caserta smette di far parte del patrimonio della Corona di Casa Reale Savoia, entrando così a far parte del patrimonio culturale dello Stato Italiano. Da questo momento in poi il Museo della Reggia di Caserta diventa uno spettacolo per il pubblico. Il turista, ancora oggi, si può avventurare per il Palazzo Reale dalla forma rettangolare che si affaccia sui quattro grandi cortili interni per una dimensione totale di 47.000 metri quadrati disposti su cinque piani d’altezza. 

 

Reggia di Caserta - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Tra le cose da non perdere durante la visita c’è sicuramente lo Scalone d’Onore che ha il compito di collegare il vestibolo inferiore a quello superiore, dove si dipanano gli Appartamenti Reali. Si tratta di una costruzione che fa dell’effetto scenografico il proprio marchio di fabbrica: è costruito in modo da attirare lo sguardo di chi vi si ferma davanti, quasi in un muto invito a proseguire il proprio cammino sul piano nobile. Poco oltre lo scalone c’è la Cappella Palatina, inaugurata nel Natale del 1784: si tratta di un omaggio, più o meno voluto, alla cappella che si trova anche nella Reggia di Versailles – a cui la Reggia di Caserta chiaramente si ispira -, dove Maria Antonietta sposò Luigi XVI. La visita alla Reggia di Caserta continua poi verso gli Appartamenti Reali: ad oggi è possibile visitare solo l’ala dov’erano conservati quelli del re e del principe ereditario. Il visitatore potrà dunque sgranare gli occhi per il Museo degli Appartamenti Storici, diviso in Appartamento del Settecento e Appartamento dell’Ottocento.

 

Reggia di Caserta - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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È indubbio, tuttavia, che a irretire il pubblico è soprattutto l’immenso parco che quasi sembra inginocchiarsi al Palazzo Reale, grazie ad un effetto ottico a cannocchiale che costruisce una prospettiva davvero magnifica. La costruzione del parco deve la sua ottima riuscita dalla miscela saggia tra gli elementi decorativi del giardino rinascimentale italiano con il lavoro fatto a Versailles dall’architetto André Le Notre, diventato protagonista di un film con Matthias Schoenaerts e Kate Winslet, Le regole del caos. Il risultato di questo connubio tutt’altro che scontato è stato uno spettacolo non solo per gli occhi, ma anche per i sensi. Passeggiare affianco all’acquedotto, sentire lo sciabordio dell’acqua così come il sussurrare costante di una natura non del tutto sottomessa significa lasciar andare le preoccupazioni e godersi solamente il momento presente.

 

Reggia di Caserta - © Vaghis - Viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Uscendo dal palazzo vi troverete davanti ai parterre, caratterizzati da un viale centrale e principale che conduce alla Fontana Margherita. Una delle parti più belle del parco della Reggia di Caserta, però, è sicuramente il Giardino Inglese, che sembra avere le sembianze di un giardino incantato dove ninfe e spiritelli si nascondono dallo sguardo curioso di chi si avventura in questo pezzo di terra realizzato da John Andrew Graefer. È un  giardino che mira all’effetto disordine e che tenta di rendere artefatto il caos implicito nella natura, con corsi d’acqua, arbusti dall’aspetto decadente e persino vecchie rovine che germogliano in mezzo a questa natura intavolata ad arte. Infine vi consigliamo anche una visita al Bosco di San Silvestro: si tratta di una superficie di non più di settantasei ettari e si può raggiungere tramite un sentiero che parte direttamente dal Belvedere.

La Reggia di Caserta è uno spettacolo monumentale che merita senz’altro una lenta e appassionata visita. La Reggia di Caserta è aperta tutti i giorni tranne il martedì, con un orario che va dalle 8.30 alle 19.00.

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