Tortellini - © Vaghis - viaggi & turismo Italia Tutti i diritti riservati
I tortellini, piatto per eccellenza dell’Emilia Romagna, apprezzati in tutto il territorio nazionale ed internazionale furono terreno di scontro tra le nemiche Modena e Bologna

Al di là delle leggende, della poesia, come raccontato nella Secchia Rapita, poemetto eroicomico di Alessandro Tassoni, dei personaggi storici e perfino delle divinità, il tortellino è uno dei simboli gastronomici emiliani per eccellenza, conosciuto e riconosciuto per la sua bontà in tutto il mondo.

 

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Anticamente la pasta fresca era preparata tutti i giorni, al contrario di quella ripiena che era prodotta in particolar modo per festeggiare eventi importanti o unici come matrimoni, il Natale o altre occasioni comunque speciali. Le origini di questo piatto sono contese tra le due città di Modena e di Bologna, da sempre antagoniste.
Il nome si rifà al dialetto bolognese ‘turtlèn’, con una variazione dal modenese ‘tertlèin’.

Nella storia, tracce della sua presenza sono ricondotte addirittura al secolo XII. Nel 1300 la prima ricetta viene redatta in modenese. Sempre nel ‘300 il tortellino fa incursione nella novella di Boccaccio Calandrino e l’elitropia. Per la consacrazione a livello mondiale tuttavia bisogna attendere il 1904 quando i Bartagni, fratelli emiliani, durante una fiera a Los Angeles inventano il modo di conservarli.

 

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Di forma circolare, questa prelibatezza ricorda un piccolo anello ripiegato. La farcia è composta da un misto di differenti carni come prosciutto, mortadella, parmigiano, noce moscata. È stato considerato come pietanza principale, generalmente servito in brodo, come vuole la tradizione, e più precisamente in brodo di cappone o di gallina. Il segreto per una riuscita perfetta è nella preparazione, nella stesura della pasta e nell’utilizzo di materie prime di qualità per il ripieno.

I cappelletti, invece, da non confondere con i tortellini, di forma simile, sono tipici del reggiano, del ferrarese, della Romagna, ma pure delle Marche, e sono caratterizzati dalle dimensioni ridottissime.

La sfoglia sottile di pasta all’uovo viene tagliata a quadratini, e al centro viene posizionata una  pallina di ripieno fatta da un mix di carni bovine, suine con parmigiano uovo e verdure varie. In Romagna gli ingredienti base sono la ricotta o altri tipi di formaggio, e non si usano carni.