Aglianico del Vulture
Aglianico del Vulture, vitigno greco e padre di un vino sopraffino, dal colore rosso rubino, è stanziato oggi in Basilicata.

L’Aglianico del Vulture è un vitigno di origine greca il cui nome nel corso degli anni ha subito innumerevoli variazioni, sino ad essere battezzato con l’appellativo odierno dagli aragonesi. Attualmente la sua culla è il Monte Vulture, un vulcano inattivo in Basilicata, provincia di Potenza, rinomato per la perfetta armonia tra il clima e le condizioni del suolo (condizione pedoclimatica). Più nello specifico, il vitigno in questione è caratterizzato da un piccolo grappolo di colore blu/nero che predilige le mezze stagioni, di fatti, caldo intenso e gelate costituiscono una minaccia. Nonostante le dimensioni ridotte del frutto, il nettare scuro che ne deriva, e che ha conquistato i cuori di molti intenditori e non del sud Italia, motivo per cui viene coltivato per esempio anche a Taurasi in Campania, ha un sapore intenso e persistente, un vero e proprio anestetizzante per la bocca. Inoltre, l’Aglianico con l’invecchiamento diventa sempre più equilibrato. Si tratta di un vino affinato in legno, e come tutti gli altri che subiscono lo stesso trattamento, viene solitamente affiancato alla selvaggina e alle carni speziate. Ogni vitigno, Aglianico del Vulture compreso, viene sottoposto ad ampelografia, una disciplina agraria che descrive, secondo la morfologia esterna, i criteri sistematici del prodotto. In questo caso si ha a che fare con una foglia media, cuneiforme e intera, il grappolo è compatto e medio e gli acini sono di media dimensione, con una buccia sottile e di colore blu/nero.

 

Aglianico del Vulture

Aglianico del Vulture

 

Il vino che ne deriva, come tutti i suoi simili, possiede delle caratteristiche organolettiche, ossia proprietà percepibili con i sensi, ben precise: gusto intenso, fruttato e speziato. Ogni vitigno ha anche caratteristiche colturali e produttive specifiche come l’epoca di maturazione, la produttività, la potatura o la sensibilità alle malattie. Per il vitigno Aglianico del Vulture si parla di bassa vigoria, produttività elevata e un tipo di allevamento definito controspalliera (intelaiatura non appoggiata al muro ma lungo i lati di un’aiuola). Infine l’Aglianico ha ricevuto nel 1971 la denominazione di origine controllata (DOC) e nel 2010 quella di origine controllata e garantita (DOCG).