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Gianduiotto
Una valanga di cacao e nocciole delle Langhe che si fondono in un unico piccolo tesoro dall’involucro dorato. Tutto questo è il gianduiotto

 

A metà del XIX secolo Pier Paul Caffarel lascia la sua terra d’origine, le Valli Occitane valdesi, per raggiungere Torino dove lascerà tutti a bocca aperta per la sua formidabile creazione. Difatti, una volta ambientatosi nel nuovo territorio decide di realizzare il suo sogno, ossia creare qualcosa che avesse come protagonista il cioccolato. Nel 1826 rileva una conceria che trasforma immediatamente in un laboratorio, o meglio una delle prime fabbriche di cioccolato in Italia (e perché no, in tutta Europa). Inizialmente Caffarel si è dedicato alla sperimentazione mescolando cacao e nocciole delle Langhe fino a trovare il giusto mix di sapori. Si è trattata di un’impresa piuttosto ardua se pensate che in quel periodo, durante il Risorgimento, il Piemonte aveva proibito l’importazione del cacao… Una trovata geniale quella di Caffarel di sostituire la pianta con le nocciole! In seguito ha curato la  scelta della forma che avrebbe dovuto assumere il cioccolatino, optando per una barchetta che ricordasse il mozzicone o givù in dialetto piemontese. Non è finita qui. Nonostante il creatore sia stato proprio il suddetto Pier Paul Caffarel, la ragione per cui il cioccolatino è diventato una celebrità è un’altra: il folklore torinese. Nel 1865, durante i festeggiamenti del carnevale piemontese, Gianduia, che tutti ricorderete come una maschera carnevalesca, ha cominciato a tirare i dolciumi tra la folla come fossero coriandoli. Da quel momento la creazione di Caffarel è stata chiamata gianduiotto. Ci credereste mai che circa quattro anni dopo il dolciume ha attirato addirittura l’attenzione (e il palato) del Re Vittorio Emanuele II? E bene sì, nel 1895 il Re d’Italia ha nominato la fabbrica di Caffarel fornitrice della Real Casa. Facendo un passo indietro, i riconoscimenti non finiscono qua perché nel 1867 il cioccolatino fa nuovamente capolino tra la folla e il suo creatore viene eletto membro dell’Accademia Nazionale di Francia a Parigi. 

 

Gianduiotti

Gianduiotti

 

Nonostante la fama acquisita nel corso dei secoli e le trasformazioni subite dal dolce protagonista, così come dall’involucro e la fabbrica stessa, la Caffarel è decisamente sensibile ad una questione all’ordine del giorno, più precisamente quella ambientale e la ragione è piuttosto comprensibile se si tiene a mente che la maggior parte del lavoro avviene immersi nella natura delle Alpi Cozie. A tal proposito nel 2004 l’azienda ha ricevuto la certificazione ambientale.

Un’ultima curiosità. Il gianduiotto non viene mai scartato da solo, bensì gustato in coppia, uno dopo l’altro. Avete anche la possibilità di scegliere tra il gusto classico, cioccolato fondente, fondente e arancia e, infine, amaretto. Sbizzaretevi e coccolatevi, intenditori e non!