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Cazzilitti di Scanno
I cazzillitti di Scanno nascono da un mix di ingredienti genuini: l’acqua pura delle sorgenti abruzzesi e il grano di Solina.

Lingrediente principale per realizzarli è la farina ricavata dal grano di Solina, una varietà di frumento che cresce solo nella zona del Parco Nazionale del Gran Sasso. E proprio dall’Abruzzo in particolare da Scanno che arriva il piatto di pasta fatta in casa, protagonista di questo articolo. Il borgo, conosciuto per il meraviglioso lago è infatti associato anche ai Cazzillitti, da provare se si visita il luogo. Il grano di cui si compone l’impasto affonda le sue radici molto lontano nel tempo: documenti notarili ne attestano la coltivazione nella regione sin dal XVI secolo e un altra citazione del XVIII ne conferma l’uso per produrre il pane. Oggi infatti oltre alla pasta fatta  in casa si utilizza per il pane casereccio, ma anche dolci e birre. La particolarità non è solo la resistenza alle fredde temperature a cui è sottoposta poiché può essere coltivato solo dai 600 ai 1400 metri, ma anche la costanza con cui produce i frutti tanto da originare detti come se je contadine vole jii ajje muline deve sementà la suline, ovvero “se il contadino vuole andare al mulino deve seminare la Solina. Inoltre fa parte della lista  dei prodotti alimentari di montagna più rari e preziosi del pianeta stilata dall’ONU. Infatti sebbene sia possibile trovarla tutto l’anno, a causa della tardività con cui cresce (può essere piantata solo in autunno e la raccolta avviene intorno a luglio) la produzione è limitata non solo alla zona (il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga), ma anche agli esercizi che possono venderla.

 

Cazzilitti di Scanno

Cazzilitti di Scanno

 

Per acquistare la farina ricavata dal questo grano così particolare è possibile rivolgersi alle imprese che fanno parte del consorzio i Fornai del Parco e provare a riprodurre la ricetta dei cazzillitti di Scanno con orapi e fagioli. Per preparare la pasta serve la farina di Solina e l’acqua appena portata a bollore con cui si prepara il panetto che poi va fatto riposare. Intanto si passa al condimento fatto con i fagioli borlotti lessati e gli orapi, ovvero spinaci selvatici: in una padella far sciogliere le alici con l’olio e aglio, per poi aggiungere gli ingredienti poc’anzi nominati. Poi prendere il panetto e formare delle striscioline e tagliarle come fossero proprio degli gnocchetti e a cui va fatta una leggere pressione con il dito. Una volta finito di dare la forma a tutta la pasta, far cuocere in acqua salata e poi far mantecare in padella. Il risultato sarà strepitoso, ma prima per capire davvero come vanno fatti, fare una gita a Scanno è l’ideale.