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Peperoncino calabrese
Oggi per voi un viaggio nel tempo sulla storia del famoso peperoncino calabrese, un vero e proprio biglietto da visita per la regione Calabria.

Il peperoncino calabrese è conosciuto come una spezia tipica del meridione, in particolare della Calabria, ma affonda le sue radici molti km più in là. Difatti è originario di zone esotiche come Cile, Perù e Bolivia. Se vi foste accidentalmente interrogati su come il famoso naso di cane piccante abbia fatto a raggiungere l’Europa più in generale e l’Italia nello specifico, è tutto merito dell’esploratore Colombo che, una volta testatolo, decise di importarlo nella sua terra. Invece nel sud Italia la spezia ha spopolato grazie agli arabi. Inizialmente il peperoncino non veniva usato solamente in ambito gastronomico, ma anche per il suoi effetti curativi, come le proprietà antisettiche, e la conservazione dei cibi visto il clima caldo e torrido. Come anticipato, il corno dal colore rosso vivido ha attirato l’attenzione generale e non solo, ha fatto sì che si parlasse di lui, ma anche che si scrivesse di lui. Nel 1635 Tommaso Campanella, il filosofo di origine calabrese, ha scritto un trattato  incentrato sul peperoncino sottolineando le sue proprietà salubri per il corpo e la mente. 

 

Peperoncino calabrese

Peperoncino calabrese

 

La Calabria è stata scelta come regione ottimale per la coltivazione della pianta del peperoncino in quanto possedeva un clima simile a quello dei paesi di provenienza, quindi molto caldo, ma mitigato dalla presenza del mare, ed un terreno ricco. Da non sottovalutare l’importanza del nettuno che protegge le piante evitando che il caldo incandescente le danneggi. 

Il tanto decantato peperoncino calabrese, non è unico nel suo genere ma vanta la bellezza di sei varietà. Primo in classifica il peperoncino di Soverato, anche conosciuto come Diavolicchio o calabrese a mazzetti. La sua piccantezza non è tra le più elevate, possiede una forma allungata e viene utilizzato per condire la pasta, con il formaggio e con il pesce. Addirittura lo si può mettere sott’olio per produrre olio al peperoncino (una vera bomba di condimento!). Al secondo posto il peperone lungo. Quest’ultimo inizialmente è di colore verde per poi diventare rosso acceso e dal sapore dolciastro. Qualsiasi sia la sua colorazione, può essere utilizzato sempre e comunque per qualunque tipo di pietanza. Nel caso del peperone Salomon invece, questo può essere coltivato tanto in un orto quanto in un’aiuola in balcone ed è adatto per essere utilizzato da crudo più che essiccato o in polvere. In dirittura d’arrivo vi proponiamo un’altra varietà, ossia il naso di cane e il naso di cane piccante. Il primo è utilizzato per insaporire gli insaccati, il secondo per pasta, carne e pesce. Infine ecco a voi il peperoncino ciliegia o Cherry Bomb. Nel suo caso, non viene utilizzato come condimento, bensì come “contenitore” in quanto viene servito ripieno.