Prosciutto San Daniele
Il prosciutto San Daniele ha origini lontanissime. La sua conservazione viene testata per la prima volta dai Celti nel V secolo a.C

Il prosciutto San Daniele, prodotto della cittadina in provincia di Udine, vanta una storia e una tradizione molto antica.

Le prime tecniche di conservazione delle cosce di maiale vengono sperimentate dai Celti, stanziati nel medio e alto Friuli, a partire dal V secolo. Inizialmente il prodotto veniva mantenuto fresco mediante erbe aromatiche, aceto e affumicatura, per scoprire poi il sale. Continuando a viaggiare sulla linea del tempo, negli anni Venti del Novecento nascono i “prosciuttifici”, luoghi unicamente destinati al prodotto. Proprio in questo periodo viene abbandonato il maiale di razza “nera friulana” sostituendolo con quello di origine lombarda. Onde evitare che questo cambio potesse danneggiare l’eccellenza del prodotto, non più autoctono, la merce veniva trasportata durante la notte. Allo stesso tempo il prosciutto San Daniele comincia ad essere inscatolato, ma, considerando che la qualità continuava a costituire un elemento rilevante, prima di essere deposto in una scatoletta di legno, veniva avvolto nella carta oleata e poi nella stagnola. Negli anni Trenta il contenitore in legno viene sostituito da quello in latta e messo sottovuoto. Nel secondo dopoguerra gli imprenditori veneti generano una vera e propria produzione industriale che culmina, nel 1961, nella creazione del Consorzio del Prosciutto di San Daniele.

 

Prosciutto San Daniele

Prosciutto San Daniele

 

Innanzitutto per parlare di marchio San Daniele è necessario che il prosciutto venga fatto stagionare nel territorio omonimo utilizzando materie prime che abbiano una specifica provenienza. Difatti le cosce di suino intere devono avere lo zampino finale intatto, per regolare l’umidità, e pesare 12 kg circa. Un altro elemento fondamentale è il clima. Il comune di San Daniele si trova tra le Alpi Carniche e il fiume Tagliamento consentendo l’incontro tra il clima della montagna e il clima del mare generando un microclima, ottimale per la stagionatura. In quanto alla lavorazione del prodotto invece, sono previste dieci tappe: raffreddamento, pesatura, rifilatura, salatura, pressatura, riposo, lavaggio, asciugamento, sugnatura, stagionatura. Quest’ultima ha una durata di otto mesi e avviene in saloni arieggiati naturalmente. Proprio in questo caso il microclima di San Daniele del Friuli ha un ruolo determinante agendo lentamente per conferire al prodotto le sue caratteristiche. Quasi giunti al termine viene effettuata la valutazione del prodotto con metodi classici, come ago di osso per il profumo e battitura per la consistenza. La parte finale e decisiva è arrivata: il Timbro (che identifica la provenienza del macello e dell’allevamento, tra le altre cose). 

Godetevi il sapore delicato del prosciutto San Daniele con un vino bianco secco come il Sauvignon o il friulano. Buon appetito!