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Timballo alla Bonifacio - © Daniele Galati
Anagni, in provincia di Frosinone, vi accoglierà nel suo storico borgo avvolgendovi con odori e sapori tipici della cucina ciociara

Lo storico borgo di Anagni, in provincia di Frosinone e poco distante dalla Capitale, è impregnato di storia, bellezze artistiche, architettoniche e, perché no, chicche gastronomiche. 

A proposito di gastronomia, il viaggio che vi viene proposto non prevede l’esplorazione della località, bensì la scoperta di un piatto tipico, ormai diventato famoso su scala nazionale e internazionale. Signore e signori, ecco a voi il timballo alla Bonifacio VII.

Tutto ebbe inizio quasi 400 anni fa. Il ristorante, che oggi porta avanti dignitosamente la tradizione culinaria locale, al tempo era conosciuto come La casa del Gallo e svolgeva una funzione ben diversa; precisamente il luogo era destinato alla protezione delle donne dai mercenari spagnoli che, durante la guerra del sale, si recavano in paese per spargere terrore e compiere razzie. Tuttavia La casa del Gallo prima di assumere le sembianze odierne, è stata una stazione di posta che accoglieva viaggiatori, diretti verso ogni città dello Stato Pontificio, offrendo loro vitto e alloggio. 

 

Timballo alla Bonifacio - © Daniele Galati

Timballo alla Bonifacio – © Daniele Galati

 

L’inversione di rotta è avvenuta nella seconda metà dell’Ottocento, quando il proprietario Vincenzo decise di rinnovare il suo esercizio commerciale, ossia dare nuova vita a La casa del Gallo. In che modo? Trovare un piatto innovativo, sempre ispirato alla tradizione ciociara, che lasciasse stupiti i concittadini e meravigliasse i viaggiatori. La sua invenzione prese il nome di timballo alla Bonifacio VII. Quindi, il primo piatto in questione venne dedicato al papa più celebre di Anagni. Sfortunatamente la ricetta, tramandata di generazione in generazione, non è mai stata trascritta completamente. Questo rimane un punto a favore delle figlie dell’ideatore, dal momento in cui possono continuare a rivestire il ruolo di proprietarie assolute della ricetta e stupire i palati curiosi. Addirittura, qualche anno fa un erede di Vincenzo ha dato vita al marchio affinché nessun altro potesse produrre il timballo e affidargli il nome di Bonifacio.

Finalmente è giunto il momento di cimentarsi nei passaggi che costituiscono la preparazione e scoprire le prelibatezze selezionate. L’elemento base sono le fettuccine all’uovo, spesse, ruvide e fatte in casa; a seguire il ragù, i cui ingredienti restano “proprietà privata” dell’inventore. L’unico dettaglio che è trapelato, rispetto al condimento, è che le animelle devono essere fresche e di qualità. Infine, come ciliegina sulla torta delle fette di prosciutto che fungono da sigillo. 

Visto e considerato che la riproduzione homemade è impossibilitata dalla mancanza di una ricetta affidabile che descriva passaggio per passaggio, non lasciatevi scappare un boccone così saporito e ricco di tradizione.