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Guardare il mondo attraverso i filtri di una macchina da presa e diventare turisti sulla scia dei film che si sono amati è il modo migliore per viaggiare. Ecco come il cinema racconta l’Italia e la bellezza dei suoi angoli nascosti

Indiana Jones e L’ultima crociata rappresenta l’ultimo capitolo  della prima trilogia dedicata al famoso archeologo avventuriero interpretato e reso iconico da Harrison Ford. In questa nuova sfida Indiana Jones viene assoldato da un ricco collezionista d’arte affinché recuperi il Santo Graal, la leggendaria coppa da cui Gesù Cristo avrebbe bevuto durante l’Ultima Cena. L’archeologo conosce ogni dettaglio della leggenda della sacra coppa, soprattutto perché suo padre (Sean Connery) ne è ossessionato sin da quando ha memoria. Alla ricerca della verità e del genitore scomparso, rapito dai nazisti, Indiana Jones si lancia in un lungo viaggio in Europa che inizia dalla splendida Venezia, città lagunare verso cui viene indirizzato da alcuni vecchi appunti di suo padre.

Camminando tra vicoli e calli, con i canali a fare da cornice a una città che non accenna a perdere neanche un briciolo della sua bellezza, il dottor Jones viene condotto verso un’ipotetica biblioteca dove suo padre stava cercando l’esatta ubicazione della tomba dell’Ultimo Cavaliere incaricato di sorvegliare il Graal. In realtà la biblioteca che viene mostrata a Indiana Jones è la chiesa di San Barnaba, ancora oggi una costruzione religiosa. La chiesa si trova nel Campo San Barnaba e Steven Spielberg ha utilizzato solo gli esterni per poter dare un’estetica medievale alla biblioteca che aveva immaginato per il suo film. Situata nel sestiere Dorsoduro di Venezia, la chiesa di San Barnaba è stata probabilmente edificata su una precedente costruzione risalente al IX secolo. Fu resa parrocchiale nel XI secolo, diventando una filiale di Santa Maria Zobenigo.

 

 

chiesa di San Barnaba ©Vaghis Viaggi & Turismo Italia

chiesa di San Barnaba ©Vaghis Viaggi & Turismo Italia

 

La storia della chiesa è stata cadenzata da numerosi incendi che ne hanno modificato l’aspetto, fino a quello che ha ancora oggi, assunto dopo l’opera di restauro di Lorenzo Boschetti terminato nel 1779. La struttura dell’edificio, che presenta una facciata di impianto classico in pietra d’Istria con alte colonne corinzie, è a navata unica con sei altari laterali decorati con opere pittoriche realizzate, tra gli altri, da Antonio Foler, Paolo Veronese e Jacopo Palma il Giovane. Caratteristico è il campanile in stile romanico, realizzato intorno all’XI secolo: si tratta di uno dei più antichi della città.

La torre campanaria termina con una cuspide conica circondata da quattro guglie. Anche Campo San Barnaba è stato utilizzato da Spielberg per una scena specifica del film: è il campo ciò che si vede quando Indiana Jones e la sua collaboratrice emergono dagli inesistenti sotterranei della biblioteca tramite un tombino. Campo San Barnaba si posiziona al centro del percorso che collega piazzale Roma – punto in cui le linee della terraferma si congiungono a quelle di navigazione per arrivare al cuore di Venezia – al ponte dell’Accademia, il più a sud dei quattro che attraversano il Canal Grande.

Fiancheggiato da un piccolo canale che nel XV secolo fece da sfondo al corteo nuziale del figlio del doge, Campo San Barnaba è caratterizzato anche dalla presenza di un’iconica imbarcazione con vela rettangolare che funge da banco di frutta e verdura.

Dal campo si può prendere poi Calle Lunga San Barnaba, dove i turisti potranno scegliere tra numerosi ristoranti senza perdere il fascino della Venezia più vera. A pochi passi c’è anche il famoso ponte dei Pugni, diventato celebre per gli scontri a mani nude che vi si svolgevano fino al 1705 tra due bande nemiche, i Nicolotti e i Castellani.