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Guardare il mondo attraverso i filtri di una macchina da presa e diventare turisti sulla scia dei film che si sono amati è il modo migliore per viaggiare. Ecco come il cinema racconta l’Italia
e la bellezza dei suoi angoli nascosti

Esiste un’ipotesi più affascinante per un lettore di avere la possibilità di richiamare dal mondo di carta e inchiostro i protagonisti di un libro particolarmente amato? Quante volte leggendo un romanzo in grado di rapirci e di trasportarci in un altrove magico abbiamo sospirato davanti alla consapevolezza di non poter incontrare quei personaggi nella vita vera? Devono essere queste le domande che si è posta la scrittrice tedesca Cornelia Funke quando ha scritto il fantasy Cuore d’Inchiostro, incentrato su un personaggio, Mortimer “Mo” Folchart, che ha la fortuna di essere una lingua di fata, ossia di portare nella realtà tutto ciò che di immaginario legge nei libri che popolano la sua vita. La sua capacità, però, gli si ritorce contro: mentre chiama nella sua realtà il personaggio Dita di Polvere, Mo perde sua moglie Resa e finisce nel mirino del crudele Capricorno, che vuole utilizzare il dono di Mo, ereditato anche dalla figlia Maggie. Il romanzo di Cornelia Funke, best seller che alterna avventura e fantasy, è diventato il film dal titolo Inkheart – La leggenda di Cuore d’Inchiostro, per la regia di Iain Softley, nel quale il personaggio di Mo è interpretato da Brendan Fraser mentre quello del suo aiutante Dita di Polvere da Paul Bettany. Pellicola che riflette sulla magia della lettura e della scrittura – non a caso uno dei personaggi principali si chiama Fenoglio, come Giuseppe Fenoglio, scrittore partigiano – Inkheart – La leggenda di Cuore d’Inchiostro è un fantasy che affonda le proprie radici nel nostro Paese, sul profilo salmastro e azzurro della Liguria, che restituisce una dimensione favolistica in grado di rispettare il canone letterario dettato dall’immaginazione della scrittrice. Capricorno, il villain della storia, è interpretato da Andy Serkis, i cui lineamenti sono serviti come base per tratteggiare Gollum, personaggio cardine di uno dei romanzi più famosi del mondo, Il Signore degli Anelli.

 

Inkheart - i ruderi di Balestrino

Inkheart – i ruderi di Balestrino

 

Se la dimora del cattivo è riconducibile alla rocca di Realdo in provincia di Imperia, a catturare immediatamente lo spettatore, trascinandolo in un’idea di Medioevo magico è il borgo scelto per rappresentare il villaggio di Capricorno. Si tratta di Balestrino, arroccato tra le montagne, nella provincia di Savona, che tra il 1962 e il 1963 è stato completamente abbandonato dai suoi abitanti che temevano il rischio di frane a causa della poca stabilità del terreno. Il cuore pulsante dell’abitato venne spostato più a valle, dove i pericoli erano minori e dal 2013 l’accesso al Borgo Vecchio è interamente interdetto al pubblico: sebbene non sia più abitato, ha conservato quel fascino decadente e fuori da qualsiasi dimensione temporale che lo rendevano perfetto per fare da scenario a una storia dove la realtà e l’illusione si prendevano per mano, in un racconto fatto di parole e magie. Balestrino, oggi, è un reticolo di vie strette e case dai tetti crollati: sulle strade ci sono tracce di intonaco che si è arreso alla forza della gravità e il mantello indomabile della natura ha ripreso possesso di quello che l’umano aveva provato a sottrarle.