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Matera

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Guardare il mondo attraverso i filtri di una macchina da presa e diventare turisti sulla scia dei film che si sono amati è il modo migliore per viaggiare. Ecco come il cinema racconta l’Italia e la bellezza dei suoi angoli nascosti

Nel 2004 Mel Gibson colse tutti alla sprovvista nello scegliere di portare sul grande schermo la storia della passione di Gesù Cristo, cercando di rendere il racconto il più veritiero possibile. Per questo motivo, nel rappresentare le ultime ore della vita del Messia della religione cristiana, il regista scelse di far recitare tutti i suoi interpreti in latino, ebraico e aramaico, vale a dire in quelle lingue che erano di uso comune quando Gesù Cristo venne condotto via dall’Orto degli Ulivi dopo esservisi ritirato a seguito dell’Ultima Cena. La Passione di Cristo racconta proprio questi ultimi momenti della vita del profeta: dall’arresto al tradimento di Giuda (Luca Lionello) e di Pietro (Francesco De Vito), passando per l’incontro con Ponzio Pilato (Hristo Šopov), fino alla straziante fustigazione e successiva crocefissione. Per interpretare Gesù, Mel Gibson scelse l’attore statunitense Jim Caviezel, che per girare il film dovette affrontare numerose prove: dalla vicinanza costante di un sacerdote che potesse aiutarlo a entrare meglio nella parte, a problemi fisici legati al grande lavoro che gli venne chiesto di fare sul set. E tra le prove richieste dal regista al suo protagonista ci fu quella di volare fino in Italia e affrontare le temperature rigide dell’inverno lucano. La passione di Cristo, infatti, è stato interamente girato su suolo italiano e si è avvalso di molti attori italiani, compresa Monica Bellucci nella parte di Maria Maddalena. Se, per la realizzazione degli interni, è stato scelto di utilizzare un set “artificiale” all’interno degli Studi di Cinecittà in Roma, per gli esterni Mel Gibson ha scelto la Basilicata. Parte del film è stata girata a Matera, tra i suoi iconici sassi, dove anche il regista Pier Paolo Pasolini aveva collocato la Giudea del suo Vangelo Secondo Matteo.

 

 

Craco – © Vaghis viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

 

Oltre a Matera, però, Mel Gibson ha scelto anche un borgo fantasma, sempre della stessa provincia. Si tratta di Craco, un piccolo centro abitato di poco più di 600 abitanti caratterizzato dai cosiddetti calanchi, ossia delle spaccature che si aprono in un terreno cretoso, simili a ferite della terra. A metà strada tra il mare e la montagna, Craco ha visto il suo destino definirsi quando una frana negli anni ‘70 ha spinto il centro storico a svuotarsi in direzione di Craco Peschiera, che si trova più a valle. Oltretutto, un’alluvione nel 1972 e un successivo terremoto negli anni ‘80 resero pressoché impossibile ripopolare la cittadina, che oggi è diventata una vera e propria meta turistica, con tanto di due percorsi di visita messi in sicurezza, senza correre il rischio di essere oggetto di crolli e incidenti. Il primo tragitto, quello più antico, permetteva di percorrere il corso principale della vecchia Craco, mentre il secondo itinerario, più recente, dà al turista la possibilità di addentrarsi nel cuore della città fantasma, lasciandosi irretire da una bellezza che sembra aver trovato il modo di sconfiggere il passare dei decenni. Questa sua aura antica e ferma nel tempo ha permesso che Craco diventasse un vero e proprio set cinematografico sotto le stelle.

Vi sono stati girati moltissimi film: non solo La Passione di Cristo, ma anche Quantum of Solace, il ventiduesimo capitolo di James Bond, e Nativity, pellicola che raccontava invece della nascita di Gesù. Persino la Pepsi ha scelto Craco come ambientazione di uno spot internazionale.