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Guardare il mondo attraverso i filtri di una macchina da presa e diventare turisti sulla scia dei film che si sono amati è il modo migliore per viaggiare. Ecco come il cinema racconta l’Italia
e la bellezza dei suoi angoli nascosti

The Italian Job è il film di F. Gary Gray che ha portato star hollywoodiane del calibro di Mark Wahlberg, Edward Norton, Donald Sutherland e Charlize Theron a muoversi sul suolo italiano, in un film d’azione che è il remake di Un Colpo All’Italiana, pellicola degli anni ‘60 con Michael Caine. La trama ruota intorno a un gruppo di ladri che, dopo essere stati traditi da uno di loro con conseguenze tragiche, decidono di vendicarsi a tutti i costi. Il film si apre con una lunga sequenza ambientata tra i canali caratteristici di Venezia: si tratta di un vero e proprio inseguimento in barca.
I protagonisti, infatti, tentano la fuga dopo aver fatto una rapina in una cassaforte posizionata all’interno di un palazzo veneziano (che in realtà venne ricostruito in un set statunitense). Per girare questa scena rocambolesca la produzione della pellicola dovette ottenere dei permessi e delle autorizzazioni specifiche, a causa della velocità con cui sfrecciavano le barche sull’acqua e che avrebbero potuto causare dei danni ai palazzi che si affacciavano sui canali. E durante la corsa Venezia appare sullo sfondo, un’opera d’arte a cielo aperto che non ha mai smesso di irretire i milioni di turisti che ogni anno la invadono. Un’altra location tutta italiana ma decisamente meno conosciuta del film è quella nei pressi della
diga Fedaia, sul lago omonimo. Ad un’altura di circa 2030 m, nei pressi del comune di Canazei, in Trentino-Alto Adige, il lago è in parte naturale e in parte reso artificiale proprio dalla costruzione della diga. La parte artificiale ha una lunghezza di circa 2 km: la diga è alta 60 m e dall’ormai lontano 1956 produce circa 20 MW di energia idroelettrica.

 

 

Il lago di Fedaia

Il lago di Fedaia

 

Il lago di Fedaia, in passato, aveva anche una funzione di confine: separava infatti il Principato di Bressanone della monarchia austriaca dai possedimenti della Repubblica di Venezia, rappresentando quasi un confine invalicabile. La diga, così come il lago che abbraccia, rappresenta una costruzione davvero affascinante, con il suo colore bianco opaco che si staglia sicuro contro il blu scuro del lago; un aspetto che raggiunge il suo massimo splendore nei mesi più freddi, quando intorno allo specchio d’acqua si creano cumuli di neve che rendono lo scenario ancora più suggestivo e perfetto per delle cartoline d’atmosfera. Ed è stato proprio in pieno inverno che sono state girate le scene al Passo Fedaia, con temperature rigide che hanno reso molto difficile proseguire con le riprese.

Il freddo delle Alpi ha soffiato sulla produzione di The Italian Job, rendendo difficile persino camminare. Il Passo Fedaia deve il suo nome al latino fetaria, che sembrava rivolgersi al pascolo delle pecore.

Ancora oggi, in molti dialetti del luogo, si usa la parola feda per indicare proprio le pecore. Ai piedi della diga poco distante venne costruito anche un laboratorio che aveva lo scopo di studiare i raggi cosmici; il laboratorio, in cui venne posizionato anche un elettromagnete per lo studio dell’antimateria carica, rimase in attività fino al 1955 e ospitò anche alcuni premi Nobel. Oggi questo passo è famoso anche per essere stato scelto non solo per un film di Hollywood ma anche come tappa del Giro d’Italia, soprattutto nella corsa rosa.