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Una rubrica musicale come ormeggio di una nave che solca i mari della memoria attraverso le sette note di un pentagramma volante che sfreccia verso gli iridescenti luoghi della nostra penisola da vedere, respirare e vivere.

All’imbrunire di una sorseggiante giornata estiva, il magnanimo sole del tramonto irradia con accenti fluo e caravaggeschi la splendida isola di Burano.
T-shirt bianca e jeans rappresentano il costume di scena che Alessandra Amoroso ha deciso di indossare per compiere una tipica passeggiata pomeridiana in solitaria al fine di riordinare e trasformare una nuova consapevolezza identitaria volta all’assoluta ilarità. Il castano dei suoi capelli è circoscritto in un morbido chignon e la pelle bronzea è risaltata dalla luce mite che dona serenità e appagamento.
Alessandra invita alla risata corale e a una giornata di pioggia che lei, in assoluto, predilige trascorrere al mare, in barba alle persone che dall’altra parte del mondo guardano il sole che impreziosisce una caratteristica località balneare. Fastidioso l’amore imposto, mentre quello sincero e onesto lo si fa e basta, senza porre limiti dettati da una scialba gelosia.
E così l’ex ragazza colore autunno, in uno svolazzante vestito, esce di casa dal momento che la infastidisce il solo pensiero di non muovere un passo e pensare che qualcun altro invece toglie i tacchi per ballare sulle note di musiche cubane in un club dell’Havana. Il vento spettina il cuore di Burano:
piazza Baldassare Galuppi, intitolata al compositore settecentesco, ospita, oltre alla statua dedicata al musicista e creata dallo scultore Remigio Barbaro, la chiesa di San Martino, tipicamente caratterizzata dal suo campanile pendente che strizza l’occhio alla Torre di Pisa; all’interno del luogo sacro è possibile ammirare la Crocifissione del Tiepolo. Con disinvoltura Alessandra cambia la giacca e al contempo la sua destinazione, fiduciosa del fatto che tornerà la voglia di correre a perdifiato e sentire nuovo ossigeno entrare nei polmoni; un invito a non prendersi troppo sul serio immaginandosi di essere sempre protagonisti di qualsiasi film. Sicuramente torneranno le mode, le canzoni d’estate ma lei sarà la stessa se ci saranno le persone vere al suo fianco che promuovono la vita all’insegna del buon umore e della solarità. Il mare riordina l’animo dell’isola colorata di Burano sulla quale ruotano diverse leggende. Personalmente preferisco raccontarvi quella che ha catturato il mio sguardo folcloristico: sembra che i colori vivaci che ricoprono le abitazioni venete servano ai barcaioli per ritrovare la propria casa in caso di nebbia, dal momento che non è affatto inconsueta a Burano.

 

Burano - © Vaghis - viaggi & turismo Italia - Tutti-i-diritti riservati

Burano – © Vaghis – viaggi & turismo Italia – Tutti-i-diritti riservati

 

Le smaglianti abitazioni creano un intenso disegno geometrico, dovuto alla loro forma quadrata o rettangolare che circondano Alessandra in un susseguirsi di colori che si muovono su scala cromatica ascendente.

Le case, formando uno stupefacente arcobaleno di vernice, potrebbero essere perfette protagoniste di un quadro di Paul Gauguin, la cui sensibilità artistica l’ha portato a unire figure e oggetti nel fiume cromatico del colore caldo. Alessandra continua la sua spensierata passeggiata finché non giunge al celebre incrocio di due canali dove sorgono i Tre Ponti, caratteristico ponte in legno che collega tre canali e tre vie: via San Mauro, via San Martino Sinistro e via Giudecca. Prenotando il buon umore e una camera con vista, Alessandra resta ammaliata dalla storica arte artigianale che confluisce nel rinomato merletto di Burano: avvolto da leggende trainate da canti di sirene, il merletto vede la sua nascita nel 1500 all’interno della casa delle gentildonne che realizzavano con ago e filo incantevoli vestiti. Alla fine dell’Ottocento, grazie alla contessa Andriana Marcello e all’anziana merlettaia di nome Vincenza Memo, detta Cencia Scarpariola, nacque La scuola del merletto di Burano che risollevò le sorti lavorative e commerciali dell’isola.
Ecco che tornano settembre e le spiagge deserte ma Alessandra, dopo il viaggio variopinto, sarà comunque la stessa, ma valorizzata dall’avvenenza dell’isola iridescente.