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Una rubrica musicale come ormeggio di una nave che solca i mari della memoria attraverso le sette note di un pentagramma volante che sfreccia verso gli iridescenti luoghi della nostra penisola da vedere, respirare e vivere.

Tutte le volte che Annalisa si è fissata come obiettivo di raggiungere una meta poetica attraverso la propria firma musicale, ha mirabilmente trionfato in un susseguirsi di fluide strofe che stavolta, in un battito d’ali, hanno solcato il cielo terso della Toscana per posarsi sul meraviglioso Parco naturale della Maremma, che i toscani chiamano confidenzialmente “l’Uccellina”, dai monti calcarei che ne dominano la parte centro-meridionale. A pervadere tale tesoro paesaggistico è lo tsunami emotivo e musicale della promettente cantautrice del panorama discografico italiano contemporaneo. Un susseguirsi di libertà che strizza l’occhio a un animo selvaggio pronto a perdersi tra le meravigliose costiere e i folti boschi del parco, che recita alla perfezione la parte del grande faro che tutto osserva e che al contempo dirige magistralmente un essere umano intenzionato a riconnettersi con la natura, con la quale possiede un legame indissolubile sin dalla nascita.

Meglio andare piano, meglio aspettare? Annalisa non la pensa affatto così: osservando il mare albeggiato della Toscana, nasce in sé la consapevolezza che quando qualcosa spaventa è sempre meglio rischiare fino alla prossima stazione da dove partirà un treno diretto verso l’ignoto. Le attese e il non detto vengono soffiate via tra l’incontaminata vegetazione del parco, continuamente solleticato dalla sabbia che accarezza una parte dell’anima della cantautrice che vola via, persa nel verde del paradiso della Maremma. La volontà di essere onda e diventare schiuma trasporta Annalisa in un’estate che porta il vero cambiamento intenzionale, fino al momento in cui non spioverà sotto il semplice quesito su cosa mangiare stasera. In realtà la domanda si è trasformata in un messaggio mai scritto, che fluttua tra frasi a metà segnate sulla schiena e spazzate via da un’onda che si trasforma in schiuma.

 

 

Parco naturale della Maremma

Parco naturale della Maremma

 

Ed ecco che sopraggiunge uno tsunami che strappa via un’altra pagina e, nell’inequivocabile turbinio degli eventi, emerge la voglia di ricominciare un’altra vita cercando la propria Africa. Sulla tavola da surf Annalisa contempla l’orizzonte dai riflessi cristallini, mentre il sole accarezza la sconfinata macchia mediterranea che circonda la spiaggia, tra la vegetazione filiforme che protegge i secolari segreti della stupefacente flora in un groviglio di lecci, lentischi, filliree ed eriche. Il Parco naturale dell’Uccellina è popolato da una fitta e avvincente fauna tra cui spiccano il fratino, la ghiandaia marina, l’occhione e il falco pescatore, regalando uno spettacolare show di colori che vibrano nel cielo fino a planare tra le dune sabbiose, che conferiscono alla spiaggia forme ondeggiati che, alla sola vista, sono un perfetto invito a stendersi e rilassarsi.

Annalisa cerca riparo tra le splendide rocce del parco che sontuosamente la proteggono, facendola apparire come un punto bianco sotto un cielo nero. Il Parco naturale della Maremma è trapuntato dalle medievali torri di avvistamento che fiere spuntano dal promontorio come delle amazzoni pronte a battersi per proteggere il meraviglioso parco e la sua abbazia di San Rabano.

Situata lungo il crinale dei monti dell’Uccellina l’abbazia, risalente al 1100, si presenta sotto forma di imponenti e affascinanti ruderi, recentemente restaurati. Il suo fascino viene esaltato dal mistero di epoche remote attraverso le tre croci templari riportate sull’architrave, di cui una centrale e le altre due laterali. Scende la notte e Annalisa si lascia pervadere dagli affascinanti aromi delle ginestre e dell’alloro.