5 IL NUMERO VINCENTE DELL’AMARO ABRUZZESE

Postato su Gennaio 28, 2017, 6:42 am
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Caldo o ghiacciato, l’amaro d’Abruzzo è una dolce parentesi amara

di Monica Di Perna

Il termine sembrerebbe derivare da una parola sanscrita che significa “cinque”, (la radice indoeuropea è la stessa del latino quinque e del greco pente). Simili prodotti sarebbero stati scoperti dagli inglesi, colonizzatori in India, e tutti erano costituiti da cinque ingredienti base.

Sebbene non ci sia un’unica versione sulle origini di questa bevanda è certo e documentato che in Abruzzo, e per la precisione presso Villa Santa Maria in provincia di Chieti,

Punch caldo

iniziò alla fine nel 1888 Francesco Iannamico inventò un liquore che aiutasse a riscaldarsi nei lunghi inverni sulle montagne d’Abruzzo e creò quindi la formula del Punch d’Abruzzo Jannamico e dell’Amaro d’Abruzzo. Il successo del Punch fu tale che ottenne nel corso della sua storia ben 18 riconoscimenti ed onorificenze internazionali, tra cui la medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di Parigi nel 1900.

Data la fama raggiunta nel corso degli anni, la credenza popolare attribuisce l’origine della ricetta del Punch Abruzzese all’incontro dell’inventore con dei monaci benedettini di passaggio nel borgo Abruzzese, ma anche questa è solo un’ipotesi.

I suoi componenti per la fabbricazione sono 5: erbe varie aromatiche, buccia d’arancia e in alternativa o insieme limone, zucchero, alcool e acqua.

Nella zona di Villa Santa Maria, oggi, sono molte le aziende che producono questo liquore dal sapore deciso e accattivante e con una persistente nota amara. L’amaro Abruzzese, infatti, si rivela adatto a numerose occasioni: ottimo come fine pasto, sul gelato, con l’aggiunta di acqua calda si trasforma, appunto, in un gradevole punch oppure, con scorza di limone e seltz, diventa un potente dissetante.

Oggi viene proposto anche nella versione al cioccolato, mandarino, arancio e rhum fantasia.