GLI AMARETTI PIEMONTESI

Postato su Settembre 26, 2018, 1:16 am
8  minuti

Gli Amaretti piemontesi sono prodotti dolciari tipici di alcune località del Piemonte e si presentano in una versione morbida o secca e con un retrogusto appena amarognolo.

di Claudio Guggeri 

Gli Amaretti piemontesi hanno come ingredienti fondamentali le mandorle, lo zucchero e l’albume dell’uovo. La nota amarognola viene data dalle armelline (il seme contenuto all’interno del nocciolo dell’albicocca e della pesca) che si mescola alla dolcezza delle mandorle.

Anche per questo prodotto, nella stessa regione, esistono numerose varianti legate dalla zona di provenienza, questo fa sì che i biscotti assumano consistenze diverse: si passa infatti da quelli secchi a quelli morbidi.

Amaretto morbido di Mombaruzzo

Sono divenuti una specialità tipica e sono stati inseriti nell’elenco del PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali).

Da ricordare sono quelli di Mombaruzzo, di Valenza, di Acqui, di Gavi e di Ovada.

Secondo la tradizione, la paternità degli Amaretti di Mombaruzzo è legata a Francesco Moriondo, pasticcere di casa Savoia, che una volta trasferitosi a Mombaruzzo, cominciò a proporre questi biscotti a base di mandorle. Ben presto anche altri pasticceri cominciarono a produrre questo dolce e con la seconda metà dell’Ottocento iniziarono ad arrivare numerosi consensi e premi, come la medaglia d’oro alle varie manifestazioni gastronomiche di Napoli(1882), Milano (1884), Torino (1884) e Roma (1895). Man mano la ricetta di questi biscotti venne perfezionata con l’introduzione come ingrediente delle armelline, diventando così una specialità locale.

Gli Amaretti piemontesi nelle caratteristiche cartine

Gli Amaretti piemontesi nelle caratteristiche cartine

La vera preparazione però segue le tecniche tradizionali manuali, da notare: la piena genuinità data dalla mancanza di additivi e conservanti. La caratteristica di questi Amaretti, rispetto ad altri, è proprio il loro gusto e la loro inconfondibile morbidezza.

Sono ottimi anche per chi è intollerante al glutine, vista la totale assenza di farine nel composto.

L’utilizzo in cucina è vario: l’Amaretto può costituire la base fondamentale per altri dolci come “il Bonet”, dolce tipico della tradizione piemontese, oppure può essere consumato col solo accostamento della grappa o ancora interi con la pastella e fritti, o d’estate abbinati alla frutta come le pesche.

Nella vendita gli Amaretti si presentano confezionati singolarmente dentro le tipiche cartine per mantenerne la consistenza soffice.

LA RICETTA - Per Amaretti morbidi

INGREDIENTI

• Mandorle prive di pelle 160 g

• Mandorle amare 50 g

• Zucchero 160 g

• Zucchero a velo 50 g

• Albumi d’uovo 70 g

PROCEDIMENTO

1 Con un robot da cucina, mettere insieme le mandorle e lo zucchero, e frullare.

2  Montare a neve gli albumi ed aggiungerli al composto frullato.

3 Dividere il composto in parti uguali su una teglia con carta forno aiutandosi con un cucchiaio o sac à poche e far riposare – o meglio, asciugare – per qualche ora prima della cottura.

4  Riscaldare il forno a 180-200 gradi e cuocere per 10-15 min; nel caso si volesse ottenere un amaretto secco, la temperatura del forno deve essere di 100 gradi e la cottura di circa un’ora o più.