LA PANZANELLA

Postato su Luglio 20, 2017, 6:06 pm
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La panzanella, dalle origini umili e rurali, uno dei piatti più amati dai romani e non solo, decantata dal Bronzino, pittore del manierismo fiorentino alla corte dei Medici, in una poesia.

di Claudio Guggeri 

La panzanella è sicuramente un piatto caratteristico dell’Italia centrale e meridionale,

ma è Roma che certamente ne ha fatto uno dei suoi piatti più tipici e più apprezzati. È conosciuta anche fuori dal nostro Paese per la facilità di esecuzione della ricetta e per l’indiscussa bontà degli ingredienti che, una volta combinati tra loro, conferiscono un sapore caratteristico che stupisce ad ogni assaggio per la sua freschezza. Ovviamente, come tantissime altre pietanze, le variazioni che si possono trovare sono numerosissime.

La panzanella può essere usata come primo piatto per la sua completezza o come contorno, ed è ovviamente consigliata per vegani e vegetariani.

La sua origine risale a molti secoli fa, addirittura fino al tempo di Boccaccio, che la conosce con il nome di “pan lavato”.

Considerati gli ingredienti di cui è composta, cioè pane raffermo poi bagnato, o lavato per usare le parole di Boccaccio, ortaggi e pomodori che tradiscono una sicura provenienza contadina, può quindi a buon diritto essere annoverata tra i cosiddetti “piatti di recupero”.

La sua forza e ricchezza è data dall’unione di ingredienti poveri: pomodori, sedano, cipolle e basilico con l’aggiunta di sale, olio e aceto.

La Panzanella

Nelle molte versioni si possono trovare: capperi, olive o addirittura formaggio, porro, cetriolo.

Il pane può essere presentato a fetta intera ma bagnata con il condimento sopra o pane spezzettato, bagnato e poi aggiunto al condimento.

Anche i Celiaci posso gustare questo piatto, il mio consiglio però è quello di non bagnare il pane senza glutine perché, proprio per la sua particolarità, avrebbe una pessima resa, ma di aggiungerlo direttamente spezzato ai pomodori ed al resto degli ingredienti.

L’origine del termine ‘panzanella’ è incerta. Stando al dialetto romano ‘panza’ indica, com’è facile intuire, la pancia e forse potrebbe far riferimento al rimanere soddisfatti, a pancia piena appunto, una volta mangiata.

Secondo alcuni deriverebbe invece dall’accostamento delle parole pane e zanella (piatto fondo o zuppiera), per altri ancora dal nome ‘panzana’ che in origine voleva dire ‘pappa’.

Interessante ancora la versione secondo la quale la panzanella sarebbe nata a bordo delle barche da pesca, dove i marinai preparavano un veloce pasto bagnando con acqua di mare del pane duro e qualche ortaggio.

Diversi infine sono i nomi con cui è conosciuto questo piatto: “pan lavato”, “pan molle”, “pansanella”.

Il vino da abbinare a questo piatto fresco, semplice e genuino è un buon rosato delle Marche come il Piccini delle Cantine Fontezoppa uvaggio di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot.

L’appuntamento per gustare questa prelibatezza è a Monterotondo, in provincia di Roma, ogni prima domenica di luglio, oppure a Lamoli in provincia di Pesaro-Urbino in occasione del Ferragosto.