LE NDURCIULLUNE D’ABRUZZO: UNA BONTÀ TUTTA DA ARROTOLARE

Postato su Marzo 26, 2019, 9:32 pm
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Le ndurciullune d’Abruzzo sono una varietà di pasta fresca lavorata a mano, senza uova e a base di farina di grano duro, molto tipica sulle tavole abruzzesi

di Katherine Marotta

Le ndurciullune sono forse il piatto più rappresentativo della regione Abruzzo. Essi sono parecchio diffusi sia sulle tavole delle case, sia nei menù di molti ristoranti, specialmente in provincia di Chieti, tra Lanciano, Vasto e nei rispettivi dintorni.

L’Abruzzo è una terra dalla forte identità culinaria, un luogo che fino quasi agli anni ’60 è vissuto in pieno isolamento e che, proprio per questo motivo, è riuscito a conservare un carattere autentico, a tratti aspro, ma sincero. La cucina autoctona, tipica della maggior parte dei borghi d’Abruzzo, è da sempre profondamente legata alla pastorizia e ai prodotti del territorio. Come tutte le regioni legate al proprio passato, l’Abruzzo è riuscito a conservare le tradizioni più antiche della pasta fatta in casa, ricette perlopiù povere e costituite da pochi ingredienti.

Le ndurciullune – © Vaghis – viaggi & turismo Italia – Tutti i diritti riservati

Ed ecco che oggi vi porto alla scoperta de le ndurciullune. Questa pietanza nasce dall’incontro della civiltà contadina con quella pastorale, che avveniva durante la transumanza, in quanto riunisce le materie prime più utilizzate in ambedue le culture. La sua origine è perciò sicuramente stata trasmessa oralmente dai contadini anziani. Per via della semplicità di preparazione e della reperibilità degli ingredienti, le ndurciullune sono stati uno dei capisaldi della cucina povera della tradizione agreste e pastorale abruzzese.



Imparentati con i più noti spaghetti alla chitarra, un formato di pasta all’uovo lunga a sezione quadrata, le ndurciullune si ottengono da una pasta rigorosamente senza uova, a base di semola di grano duro mista a farina di grano tenero, acqua e sale fine. Dopo aver lasciato riposare l’impasto, si ricavano delle sfoglie spesse 4-5 millimetri e lunghe dal mezzo metro in su che vengono successivamente pressate con il matterello sulla chitarra, in dialetto “carraturo”, ossia l’utensile di legno con fili di acciaio, indispensabile per la preparazione di questo piatto. Al termine della preparazione le ndurciullune vengono poi tagliati in lunghi spaghetti sottili a sezione rettangolare e si presentano in colore avorio opaco.

Il

Il “carraturo”

Su come si scriva esattamente il curioso e bizzarro nome dialettale non c’è univocità. Vi è infatti chi li nomina ndurciullune, altri che li chiamano ndurcillune e perfino chi li identifica con il nome ndurciulline.

Ad ogni modo, il termine con il quale questo prodotto è stato iscritto nella lista dei prodotti abruzzesi a marchio PAT (prodotti agro-alimentari tradizionali) è ndurciullune.

Questo piatto è cosi venerato dagli abruzzesi che ogni anno ad agosto, nella cittadina di Scerni in provincia di Chieti, viene celebrata la sagra de le ndurciullune. Essa si presenta come un’allegra festa paesana dove viene anche organizzato un percorso gastronomico tra le “ruelle de lu paes”, le viuzze del paese, in cui è possibile gustare le ndurciullune insieme a molti altri prodotti caratteristici.



Per apprezzare al meglio questa pietanza, conditela con abbondante sugo di pomodoro a base di carne di castrato o di pecora, oppure con un  sugo denso alla ventricina vastese, un tipico salume insaccato della zona al confine tra Abruzzo e Molise.

Per aggiungere un tocco di classe, spolverate del pecorino ben stagionato, donerà ulteriore complessità al sapore deciso ma incredibilmente equilibrato de le ndurciullune. Non dimenticate infine l’olio extra vergine di oliva e varie spezie aromatiche. E voilà, non mi resta che augurarvi buon appetito!

Le ndurciullune con sugo al pomodoro e carne di castrato

Le ndurciullune con sugo al pomodoro e carne di castrato