L’ABBAZIA DI SAN FIRMANO: “IL SANTO E LA FESTA”

Postato su Marzo 04, 2018, 4:04 pm
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L’abbazia intitolata al Santo, patrono di Montelupone, i miracoli, la festa. Vaghis ci porta nella provincia marchigiana e ci fa conoscere un pezzettino dell’arte e della cultura di questo popolo.

di Boris Gagliardi

A pochi chilometri dal centro di Montelupone, in provincia di Macerata, immersa nel verde della valle e delle colline marchigiane, nei pressi del fiume Potenza, svetta l’antica ed imperiosa abbazia di San Firmano, splendido esempio di architettura romanica.

Abbazia di San Firmano

Abbazia di San Firmano

Fondata nel 986 d.C. sulle spoglie di quella che era allora la chiesa di San Giovanni Evangelista, prese il nome del Santo che qui vi si trasferì come abate e con la comunità abbracciò la regola benedettina “ora et labora” operando per il bene della gente e bonificando la vallata paludosa.  La chiesa venne ricostituita nel 1256 a causa dei danni prodotti dalle battaglie tra Guelfi e Ghibellini. In tale occasione venne rinvenuto il corpo del santo. La chiesa, interamente edificata in laterizio, presenta una sobria facciata a capanna nella quale si aprono il finestrone settecentesco e il portale in pietra con un bassorilievo ritraente la Crocifissione. Una volta attraversata la porta, il silenzio, i grandi spazi e le linee essenziali dell’architettura sembrano portarti addietro nel tempo e nell’animo. La pianta è a croce con tre navate concluse da absidi circolari. Quella centrale più alta presenta cinque finestre a feritoia sul lato destro e due sul lato sinistro.

Dodici pilastri come gli apostoli sostengono archi a tutto sesto che accompagnano i fedeli verso l’altare, posto su di un alta e ripida gradinata. Questo particolare sembra dovuto alla necessità di proteggere la cripta dalle frequenti esondazioni del fiume. Alla suggestiva cripta si accede attraverso due porticine laterali ed è caratterizzata dall’armonica combinazione di archi a sesto acuto e a tutto sesto. L’altare è sostenuto da un arco sotto il quale i fedeli passano per nove volte consecutive per essere liberati, secondo la vulgata, dal mal di ossa, una delle molte capacità taumaturgiche del santo. Sull’altare è collocata una statua in terracotta del santo risalente al XV secolo, ai piedi invece le reliquie.

Nella chiesa si può ammirare uno splendido dipinto della Vergine in trono col Bambino attribuita a Giacomo di Nicola di Recanati. L’11 di marzo di ogni anno, giorno in cui si ricorda la morte del santo avvenuta nel 992 d.C., nel piccolo borgo si rinnova l’appuntamento con la Festa del santo patrono. A Montelupone fervono i preparativi. L’emozione dei fedeli si respira nell’aria.

La festa è preceduta da varie celebrazioni liturgiche insieme ad eventi conviviali, mostre, rappresentazioni teatrali e musicali. Proprio il giorno 11 si svolge invece la tradizionale processione con le reliquie del santo portate per le vie del centro, accompagnate dalle diverse confraternite e dalla banda musicale. La festa si chiude la sera con lo spettacolo dei fuochi pirotecnici. San Firmano insieme alla sua gente guarda verso il cielo ammirando lo spettacolo.

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