I Vincisgrassi sono un piatto tipico del marchigiano, soprattutto dell’entroterra tra Ancona, Macerata e Fabriano. Tantissime sono le varianti che si possono trovare di questo piatto.

Prima di tutto, facciamo subito attenzione a non chiamare questa pietanza “lasagne”! Anche se le ricordano molto, i Vincisgrassi, come molti altri piatti tipici tradizionali, devono le loro origini al più lontano passato: venivano infatti preparati e proposti nei giorni di festa come le domeniche, Natale, Pasqua o Ferragosto. Codificare i Vincisgrassi in modo definitivo è impossibile a causa delle personalissime e molteplici versioni che si ritrovano addirittura anche all’interno di uno stesso paese.

Emergono tracce di questo piatto fin dal 1779 quando il libro di cucina del cuoco maceratese Antonio Nebbia li prepara con tartufi e animelle come ingredienti oggi non più presenti nella ricetta.

 

I Vincisgrassi

I Vincisgrassi

 

La leggenda vuole invece che il nome derivi, sempre appartenente allo stesso periodo storico del cuoco sopracitato, dal generale austriaco Alfred von Windisch-Graetz, grazie ad una cuoca anconetana che decise di preparargli un piatto molto ricco composto da cinque o sei tipi di ragù diversi: da qui poi il nome del piatto italianizzato e semplificato in seguito.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta: una sorta di pasta al forno simile alle lasagne ma condita con un ragù rosso di rigaglie di pollo e papera, parmigiano e besciamella. La caratteristica principale di questa pasta dalla sfoglia sottile e dalla consistenza compatta è decisamente quella di essere un piatto composto da ingredienti cosiddetti poveri ma dal sapore ricco e deciso.

Tutte le variazioni dipendono anche dagli ingredienti reperibili nelle campagne circostanti e tutto ciò che avanzava in cucina veniva messo nel calderone del sugo di pomodoro. Un piatto dunque che si tramanda di generazione in generazione, come molti altri piatti di origine marchigiana.