ISOLA DELL’ASINARA, UN LUOGO DA VIVERE

Postato su Agosto 26, 2018, 7:07 pm
7  minuti

Intrisa di storia e natura, l’Asinara è una delle più grandi isole sarde che racchiude in sé i bisbigli fra le mura di un vecchio carcere e asinelli bianchi che passeggiano sulle sue spiagge incontaminate.

di Valentina Belli

L’Asinara è un’isola sarda, 5° isola italiana per  estensione, e la 3° isola sarda dopo Sant’Antioco e San Pietro. Si trova esattamente tra il Mar di Sardegna, il golfo omonimo e il Mar di Corsica ed è collegata all’isola Piana tramite uno stretto braccio di mare detto Passaggio di Fornelli.

Area marina protetta – Isola dell’Asinara

L’isola è perennemente sferzata dai venti: Ponente e Maestrale l’hanno resa impervia e inospitale a occidente, Grecale e Tramontana l’hanno modellata a oriente con coste dolci e sinuose, da qui, sembra derivi il nome per mano dei Romani; Sĭnŭs e poi Sinuaria trasformatosi nei secoli in Asinara per assonanza.

Ma la storia dell’isola affonda le sue radici nel Neolitico, come testimonia il sito archeologico di Campu Perdu, una struttura sepolcrale ricavata su di un pianoro nei pressi della Reale.

I secoli passarono e l’isola fu teatro di piratesche incursioni da parte dei saraceni prima, turchi e mori dopo e di aspre battaglie ai tempi delle repubbliche marinare, fino alla fine del 1800 quando pastori sardi e pescatori provenienti da Camogli cominciarono ad abitarla.

Ma la visita dell’uomo durò poco, perché nel 1885 L’Asinara divenne un Lazzaretto e i suoi abitanti furono costretti ad allontanarsi dall’isola e alcuni fondarono quella che oggi conosciamo come Stintino.

È qui che comincia la storia più arida di questo luogo, prima come lazzaretto per poi diventare con la Prima Guerra Mondiale, colonia per la deportazione degli Austro-Ungarici, poi degli etiopi ed infine come carcere di massima sicurezza, sicuramente il suo appellativo più famoso.

Qui, trovarono la loro “casa” brigatisti e mafiosi come Raffaele Cutolo e Salvatore Riina; e fu un luogo di sicurezza per Falcone e Borsellino in attesa del Maxiprocesso.

Asinelli bianchi

Asinelli bianchi

Ma non tutto il male vien per nuocere, infatti la così poca presenza umana, ha creato le condizioni perfette per flora e fauna, infatti nel 2002 tutta la zona dell’Isola dell’Asinara è diventata Parco Nazionale, dove è possibile incontrare molte specie: il Parco conta circa 80 specie, molte delle quali di assoluta rarità tra cui i famosi asinelli bianchi, presenza che risale già al XII secolo, infatti  l’isola è chiamata anche “isola madre degli asini”, inoltre fa parte da tempo del cosiddetto “Santuario dei Cetacei”, classificato come Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo, non sarà così difficile in una visita fra la storia e le bellezze naturalistiche, imbattersi in qualche delfino di passaggio, vista che sempre allieta gli animi.

 

Qui, nell’isola dei sardi, ogni andare è un ritornare

Carlo Levi

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