CRACO: UNA REALTÀ SENZA TEMPO IN UNA CITTÀ DIMENTICATA DALL’UOMO

Postato su Febbraio 23, 2017, 8:03 pm
7  minuti

A circa 50 Km da Matera, in Basilicata, su una collina arida e attorniata da calanchi, si erge Craco, un paesino fantasma, frequentato negli ultimi anni da visitatori di tutto il mondo.

di Gianluca Grandinetti

La Regione Basilicata offre territori diversi e contrastanti; visitando la provincia di Matera infatti, ci si rende conto di come i paesaggi cambino nell’arco di pochi chilometri. In uno di questi scenari, risalendo dalle aride zone dei calanchi, arroccato su una collina, si trova il suggestivo borgo fantasma di  Craco.

Il nome deriva probabilmente da Graculum, cioè piccolo campo arato. Ma, verosimilmente, fa riferimento a una specie di uccelli, le taccole, che svolazzano ripetutamente nell’area diroccata. Il verso del gracchiare ricorda nella fonetica il suono della parola Craco, ossia “Grac Grac”.

Craco - © Vaghis viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Le prime tracce di civiltà sono state scoperte nella zona intorno al VII secolo a.c. e, probabilmente, appartengono ai popoli Greci che si sono spostati dal mare verso l’interno a causa delle pestilenze. La struttura urbana risale al 1150/1160, anni della dominazione Normanna, in cui le abitazioni venivano erette tutt’ intorno all’ enorme torre quadrata che domina il borgo.



Nei secoli a seguire, Craco, per volere dell’imperatore Federico II, fu un importante centro militare. La sua posizione strategica permetteva il controllo sui nemici che potevano penetrare verso l’interno. L’anno 1799 fu teatro di scontri tra la nuova borghesia rurale della Repubblica Partenopea e l’insostenibile sistema feudale.

Craco - © Vaghis viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Come molti paesi in Basilicata anche Craco è stata una terra dove imperversava il Bringantaggio. Da ricordare tra tutti i briganti il Cappuccino, ovvero Giuseppe Padovano, un ex soldato borbonico così denominato poiché da piccolo aveva studiato nel monastero di Craco.

Craco - © Vaghis viaggi & turismo Italia - Tutti i diritti riservati

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Nel 1963 Craco venne evacuata a causa di un’enorme frana e la popolazione fu costretta ad insediarsi a valle. A seguito dell’accaduto, questa città è rimasta intatta e disabitata, come la troviamo oggi, un vero e proprio paese fantasma. Nel 2010 questo piccolo borgo è entrato nella lista del World Monuments Found, ossia tutti quei monumenti da salvaguardare nel mondo.

Accessibile fino a pochi anni fa, è adesso completamente recintata e visitabile solo tramite tour guidati. Chiunque voglia avventurarsi, deve tenere presente che è vietato avvicinarsi alle abitazioni, in quanto sussiste il pericolo di crollo.



Muovendosi lungo il centro abitato e le colline di argilla, i visitatori che si avventurano, si trovano immersi in un’atmosfera a dir poco surreale, avendo la sensazione di essere abbracciati dal paesaggio “lunare dei calanchi”, reso celebre dal romanzo Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi; un’atmosfera che circonda il paese, nel silenzio più recondito, che placa l’anima e rallenta il tempo.

Per accedere al borgo bisogna munirsi di una carta d’ingresso, rilasciata dall’amministrazione comunale: la Craco-Card. I turisti, per fare una visita nell’area del crollo, devono necessariamente essere accompagnati da una guida autorizzata, firmare la liberatoria ed indossare un elmetto protettivo. Le visite guidate si possono programmare in tutti i periodi dell’anno.

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