ERICE: UN BORGO MEDIEVALE CRISTALLIZZATO NEL TEMPO

Postato su Settembre 27, 2017, 12:43 am
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«Sospesa tra cielo e terra, Erice è tempio incorrotto di età pietrificate», così disse della sua città il poeta siciliano Dino d’Erice

di Flaminia La Malfa

Erice sorge in provincia di Trapani, sull’omonimo monte a 751 metri di altezza.

Il nome Erice deriva da Erix, personaggio mitologico figlio di Afrodite e Bute, che venne ucciso da Eracle proprio sul Monte Erice; questo ci tramanda Virgilio, il quale racconta anche che Enea passò per due volte ad Erice, la prima alla morte del padre Anchise e la seconda, un anno dopo, in occasione dei giochi in onore della sua morte. Anche Tucidide ci parla di Erice, raccontando che fu fondata dagli esuli Troiani che, fuggendo nel Mar Mediterraneo, si fermarono qui.

Occupata nell’831 dagli Arabi, fu poi conquistata dai Normanni nel 1077 che la ribattezzarono Monte San Giuliano, passò poi sotto la dominazione spagnola e nel 1934 riprese il suo nome originario di Erice.

Porta Trapani

Percorrere la strada che va da Porta Trapani, una delle tre porte di ingresso della città, fino al Castello di Venere regala l’impressione di tornare indietro nel tempo, entrare in  una favola medievale con cavalieri e dame. Camminando verso il castello che pian piano si avvicina stagliandosi imponente davanti a noi, l’occhio, guardando a destra, fa quasi fatica a racchiudere tutto quello che gli si presenta davanti: Casa Santa, l’abitato a valle di Erice, Trapani con le sue saline, il mare aperto e le isole Egadi –Marettimo, Levanzo e Favignana– che da quassù sembrano ad un palmo di mano.

Se da lontano potevamo ammirare il castello nella sua interezza, arrivati sotto alla costruzione bisogna alzare lo sguardo verso il cielo per osservare tutti i dettagli architettonici, come i merli ghibellini con la sommità a coda di rondine.

Il Castello di Venere fu costruito dai Normanni tra il XII e il XIII secolo sui resti del tempio romano di Venere Erycina, divinità somigliante alla dea greca Afrodite.

Anticamente Erice era conosciuta come “la città delle cento chiese e conventi”, molte delle quali oggi aperte e visitabili. Una di queste è il Duomo dell’Assunta, in Piazza Matrice, subito vicino a Porta Trapani. Costruita in stile gotico nel XIV secolo per volere di Federico III d’Aragona, vennero successivamente aggiunti il pronao e la scalinata calcarea che le conferiscono la struttura con la quale si presenta oggi. La torre, che si erge accanto alla chiesa, fu creata inizialmente come torre quadrangolare d’avvistamento, durante le guerre del Vespro che ebbero come teatro la parte nord-occidentale della Sicilia, per poi trasformarsi in un campanile con bifore in epoca successiva.

Castello di Venere

Se volete unire storia e peculiarità locali date uno sguardo alla Torretta Pepoli, voluta nel 1870 dal Conte Agostino Pepoli come luogo di riflessione e studio, che si trova subito sotto al Castello, dal quale può essere ammirata; passeggiate facendovi abbracciare dalle mura elimo-puniche, dette ciclopiche per le gigantesche dimensioni, che risalgono addirittura all’VIII-VII a.C., rinforzate dai Punici e dai Romani e completate dai Normanni; visitate il Quartiere Spagnolo, che si erge su uno sperone roccioso da cui si può allargare lo sguardo da Bonagia a Punta del Saraceno e che fu costruito nel XVII secolo per ospitare una guarnigione di soldati spagnoli di presidio ad Erice.

Ad Erice ogni venerdì Santo si tiene la Processione dei Misteri, durante la quale statue risalenti all’800 vengono portate in spalla in processione seguendo l’antico percorso originario.

Per i più ghiotti da non perdere la genovese ericina, dolce di pasta frolla farcito con ricotta o crema, e l’arancina siciliana da gustare camminando per le stradine del piccolo borgo di case costruite una vicina all’altra.

PER ALTRE INFO CONSULTA IL SITO:   www.comune.erice.tp.it

Erice, la Città di Venere